Costi alti, partirà la mediazione
Il nullaosta con cui il difensore civico regionale ha autorizzato il referendum consultivo sull’ospedale di Mirandola è soltanto il primo passo del percorso burocratico. Ora, infatti, il comitato che...
Il nullaosta con cui il difensore civico regionale ha autorizzato il referendum consultivo sull’ospedale di Mirandola è soltanto il primo passo del percorso burocratico. Ora, infatti, il comitato che ha avanzato il quesito dovrà raccogliere mille firme, condizione indispensabile per la convocazione ai seggi. L’obiettivo - spiegano - è di consegnare tutto entro fine giugno, ma il traguardo appare pressoché scontato viste le 6mila raccolte dal gruppo “Salviamo l’ospedale della Bassa”, che di fatto impose un consiglio comunale straordinario e aperto agli interventi del pubblico. Una volta depositate le mille firme, l’ufficio elettorale del Comune dovrà verificarne la correttezza e a quel punto potrà individuare la data, che sarà anticipata da 30 giorni di “campagna elettorale”.
Questa è la prassi, a meno che l’amministrazione non decida di mediare con il comitato, portando alla Conferenza dei Servizi sanitari una proposta in linea con le richieste avanzate di fatto nel referendum bocciato. C’è infine da fare una valutazione economica perché l’organizzazione della votazione si aggirerà intorno ai 120mila euro, elemento non secondario e che potrebbe portare l’amministrazione a cercare un accordo. (fd)
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