Furto d’arte: sparita tela del Seicento
Il quadro è stato trafugato così come un altro dipinto dal seminario in ristrutturazione a Fiumalbo: valore 400mila euro
Due tele trafugate, una risalente a metà del Seicento: valore stimato tra i tre e i quattrocentomila euro. Teatro del furto, l’ennesimo di opere d’arte nel nostro territorio, il seminario di Fiumalbo.
A ormai un anno di distanza dai primi episodi nei luoghi sacri fino al furto del Guercino, a tre mesi di distanza dalla conferenza nella quale la Diocesi assicurò il suo impegno per la sorveglianza di questo patrimonio e dopo le ripetute riunioni in prefettura in cui il gotha delle forze dell’ordine si impegnarono a garantire maggiori difese ad opere e parrocchie, si ripete un altro episodio. I carabinieri sono arrivati due giorni fa a Fiumalbo per il sopralluogo di furto, e da subito si è sparsa la voce nel piccolo comune del Modenese, ultimo avamposto della provincia con la Toscana.
Anche perché il seminario è chiuso da diversi anni, ma è oggetto di lavori per la sua ristrutturazione: fuori ci sono i ponteggi, dentro c’è cantiere. Comunque, allo stato attuale, fermo. Ed è stato pertanto facile per i malviventi addentrarsi senza essere disturbati.
Come hanno fatto a mettere a segno il loro colpo lo scopriranno i carabinieri che stanno indagando accuratamente sulla vicenda: nessuna porta è stata forzata, o almeno non si nota vista anche l’età e le condizioni dello stabile.
L’ingresso all’interno dell’edificio è stato molto probabilmente possibile superando le reti di protezione e i ponteggi che lo hanno messo, negli anni, in sicurezza. Evidentemente, così non è stato questa volta. Ma con ogni probabilità e in questo senso si stanno concentrando gli sforzi investigativi dei militari dell’Arma, si tratterebbe di un furto su commissione.
Per arrivare a trafugare le due tele, una delle quali piuttosto preziosa sebbene non “firmata” da un artista molto conosciuto, chi è entrato nel seminario di Fiumalbo non può averlo fatto a caso. Sapeva dove andare e sapeva che cosa cercare. Ecco perché le indagini partiranno anche da Fiumalbo per poi raggiungere i canali della ricettazione di opere d’arte.
La Diocesi ha già iniziato a collaborare con gli inquirenti. La stessa Diocesi che comunque aveva promesso una maggiore sorveglianza in questo senso. Ma ancora, dopo mesi, sembra che nulla sia stato fatto. Non sarà certamente questo il primo problema in Curia a Modena, ma un piano per la sicurezza delle opere d’arte manca e non è ancora stato presentato, nonostante le “emergenze” che la recente cronaca aveva evidenziato, portando le nostre vicissitudini ad avere una eco nazionale e sovrannazionale (leggasi il clamoroso furto della tela del Guercino esposta e non protetta da alcun sistema d’allarme in centro città , nella chiesa di San Vincenzo, in corso Canalgrande, accanto alla sede del tribunale con i militari a fare da guardia). Tra l’altro il destino, beffardamente, ha voluto che proprio a Fiumalbo, dove è parroco don Luciano Benassi, responsabile dei beni culturali della Diocesi, i ladri abbiano deciso di andare a colpire. Secondo i primi riscontri dei carabinieri, comunque, il furto, scoperto in questi giorni, non sarebbe però recente, piuttosto potrebbe risalire ad inizio primavera se non a questo inverno, quando molto probabilmente avranno agito in modo più tranquillo e indisturbato.
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