Il giudice stanga il ladro seriale
Finale. Rubò telefoni e orecchini: 18 mesi di carcere e otto alla compagna
FINALE. Resterà in carcere, dove già si trova da novembre per il rischio di reiterazione del reato, Giacomo Corcione. Il giovane ladro, indagato per numerosi colpi avvenuti in tutto il territorio finalese, è ora stato anche condannato per un furto in abitazione. In quel caso si era introdotto in un’abitazione del quartiere Portone e aveva avuto tutto il tempo di fare razzia. Dalla stima effettuata dai proprietari di casa mancavano all’appello cinque telefoni cellulari e un paio di orecchini. Un bottino tutto sommato modesto, ma che ha messo i carabinieri di Finale in allerta. E in effetti, come è stato testimoniato nel corso dell’udienza dei giorni scorsi, le lunghe e meticolose indagini avevano portato gli investigatori proprio sulle tracce di Corcione, già conosciuto per reati analoghi. Non c’era stato l’arresto in flagranza, ma il lavoro di cesello aveva dato i frutti sperati. Le indagini, è stato ricostruito in tribunale, erano state indirizzate da alcuni testimoni che avevano notato il ragazzo fuggire a piedi dopo il colpo, atteso in strada dalla fidanzata, utilizzata come palo. E così il giudice è stato inflessibile nei confronti del giovane: un anno e sei mesi di reclusione a cui vanno aggiunti anche gli otto mesi inflitti alla compagna, considerata la complice del colpo, che resta libera.
I due, inoltre, sono indagati anche per un altro paio di colpi avvenuti negli ultimi mesi del 2014. In un caso Corcione si calava da un lucernaio per effettuare piccoli, ma continui furti nell’appartamento di un vicino. Nell’altro, invece, dopo aver lasciato la fidanzata al bar con l’amico-vittima, si era introdotto nell’abitazione per impossessarsi di oltre 4mila euro.
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