Gazzetta di Modena

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L’odissea sportiva di società e impianti

Strutture abbandonate e complicati passaggi di gestione Da Madonna di Sotto alla Sanmichelese, tutte le difficoltà

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Se il calcio a Sassuolo vive da qualche anno un periodo magico con la serie A dei neroverdi, altrettanto non si può dire per le società di base e per gli impianti locali. Mentre infatti il Sassuolo gioca a Reggio Emilia e si allena allo stadio Ricci, le altre società calcistiche sassolesi e gli sportivi si dibattono fra impianti carichi di problemi, a volte abbandonati o sul punto di passare di mano.

Proprio pochi giorni fa a Borgo Venezia è stato annunciato dall’amministrazione il dialogo aperto con la Virtus Ancora, per riportare in attività il campo da calcio del quartiere, praticamente abbandonato dopo la fine dell’Ancora San Francesco. La società è interessata e intanto il Comune ha investito i 18mila euro necessari per abbattere i vecchi spogliatoi (ne esistono già di nuovi), eliminare le coperture in amianto e riqualificare l’area. Uno dei campi storici di Sassuolo potrebbe quindi rientrare in attività. Non molto distante c’è l’impianto sportivo di Madonna di sotto, che presenta anch’esso difficoltà di gestione e, a quanto risulta anche da dichiarazioni e confronti recenti, potrebbe interessare al Sassuolo calcio per gli aspetti riguardanti le squadre e l’attività sportiva giovanile.

Anche in questo caso c'è un dialogo a tre, con il Sassuolo calcio, il Comune e la società Madonna di sotto, che non sembra intenzionata a lasciare la gestione sebbene risulti in difficoltà (secondo quanto ha dichiarato anche il consigliere comunale Gino Venturelli, promotore della Consulta dello sport). D’altra parte se il Sassuolo si accaserà a Madonna di sotto, che ne sarà del progetto del centro sportivo in zona Ca’ Marta, dove un terreno è stato destinato per più di metà ad attività artigianali mentre l’altra era stata riservata a campi di allenamento e spogliatoi? E risalendo verso il centro della città viene da chiedersi quale potrà essere il futuro del campo del ricreatorio san Francesco. Alla fine dello scorso anno è stato abbattuto il muro di cinta pericolante e l’area è stata messa in sicurezza. Adesso è un prato inutilizzato in pieno centro, dove a volte si fermano a prendere il sole gli studenti o a giocare i bambini. La sua destinazione doveva essere un frazionamento, con un parco giochi, un campo da calcetto e altre opere per rivitalizzare l’ex ricreatorio, ma il progetto (non comunale ma a carico degli enti religiosi proprietari) non è ancora partito.

Spostandosi verso la frazione c’è anche il caso della Sanmichelese, che in campo si è ben comportata, ma non ha un impianto in cui giocare. Il campo di San Michele, in materiale sintetico, deve essere rifatto e quest’anno la società è stata costretta a Castellarano. Per un po’ si era provato a trattare con il Sassuolo calcio per dare in uso alla Sanmichelese lo stadio Ricci per la domenica, ma la trattativa non è andata in porto. Nel frattempo, anche grazie a un finanziamento, sono stati previsti i soldi per il rifacimento dell’impianto di San Michele (circa 300mila euro), che sono nel bilancio preventivo 2015. Se i tempi saranno quelli sperati, la Sanmichelese potrà cominciare il prossimo campionato nel suo campo sportivo.

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