Perseguita il datore di lavoro della moglie morta: a processo
Iniziato e subito rinviato un caso di stalking per un dramma umano che vede come imputato un modenese vedovo accusato di perseguitare il datore di lavoro della moglie deceduta secondo lui per troppo...
Iniziato e subito rinviato un caso di stalking per un dramma umano che vede come imputato un modenese vedovo accusato di perseguitare il datore di lavoro della moglie deceduta secondo lui per troppo stress da lavoro.
Il caso è stato affrontato ieri mattina solo in via preliminare dal giudice Cristina Bellentani. L’imputato, difeso dall’avvocato Roberto Chiossi, è un 62enne modenese che si trova a difendersi dall’odioso reato di persecuzione.
La vicenda è esplosa una sera quando la moglie è tornata a casa ed è stata stroncata da un improvviso malore. Aveva confidato al marito di essere stanchissima e che il suo lavoro nel settore commerciale che la portava da un posto al’altro in giro per l’Europa l’aveva stressata. Così il vedovo, che ha anche un figlio, ha contattato il datore di lavoro, sua amico personale, chiedendogli un aiuto per l’accaduto. Ma siccome non sono arrivati a un accordo è iniziata, secondo l’accusa, un’opera di pressing diventata insostenibile per l’imprenditore che alla fine ha denunciato l’ex amico.
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