Gazzetta di Modena

Modena

MODENA

Quel palazzo abbandonato tra clandestini ed erbacce

Quel palazzo abbandonato tra clandestini ed erbacce

In fondo a via Munari un edificio pieno di rifiuti è diventato rifugio di sbandati. Accanto, un cortile con vegetazione folta e un sottopasso per garage allagato

3 MINUTI DI LETTURA





Via Munari, una piccola strada dietro il cavalcavia della stazione dei treni tra via Ferrari e la linea ferroviaria. In fondo alla strada, si nota una casa fatiscente con un sottopassaggio allagato. Un insieme di edifici che non sono solo in degrado ambientale - con spazzatura e erbacce - ma sono un rifugio per clandestini e balordi che gravitano attorno alla stazione. La segnalazione del caso di degrado arriva da Stefano Soranna della Lega Nord. L’associazione “Via Piave & dintorni”, che segue la zona del Tempio, aveva già fatto presente la criticità alla polizia municipale. Il caso è uno dei tanti in città ma forse è anche più importante perché quella zona è da sempre stata un’attrazione per il “sottobosco” di spacciatori e clandestini che vivono a ridosso della stazione, soprattutto adesso che è stato chiuso l’edificio dell’ex Scalo Merci in viale Monte Kosica.

[[atex:gelocal:gazzetta-di-modena:modena:foto-e-video:1.11386493:MediaPublishingQueue2014v1:https://www.gazzettadimodena.it/modena/foto-e-video/2015/05/09/fotogalleria/via-munari-casa-disabitata-diventa-rifugio-per-sbandati-1.11386493]]

Arrivando da via Paolo Ferrari, tirata a lucido da quando c’è il Mef con tutte le attività e i locali vicini, colpisce percorrere quella strada chiusa, superare la moschea turca (tenuta più che decorosamente), palazzi, officine e arrivare in fondo trovando un complesso così malconcio.

Il cartello “proprietà privata” non scoraggia i disperati a trovare un rifugio. Per terra, nel cortile, c’è di tutto. Persino una scarpa “All Star” solitaria. Nell’atrio, ci sono strumenti di un cantiere fermo da tempo e pattume ovunque. Improvvisamente sbuca un nordafricano magrissimo con maglietta arancione e cappello da baseball e scivolando giù dalle scale schizza fuori sparendo in via Mazzoni attraverso il vicoletto. Quella casa è in effetti abitata da clandestini, come confermano alcuni del vicinato. La casa è pressoché abbandonata da molto tempo: secondo alcuni all’origine ci sarebbe un dissidio tra proprietari, secondo altri è fallita la ditta che lo stava ristrutturando. Stessa sorte per il laboratorio attiguo, chiuso da anni. Pare che fosse vicino ad essere venduto, ma per ora è solo un terreno fertile per la vegetazione spontanea che cresce più che rigogliosa. Cresce anche intorno dove c’è un garage sottoterra con una specie di sottopassaggio completamente allagato e ora diventato un vivaio di zanzare e moscerini. In questo habitat, rampicanti ed erbacce si snodano fino al muro successivo.

[[atex:gelocal:gazzetta-di-modena:modena:cronaca:1.11386663:Video:https://video.gelocal.it/gazzettadimodena/locale/via-munari-un-palazzo-rifugio-di-sbandati/43614/43872]]

Dall’altro lato, in via Mazzoni, ci sono alcuni edifici ben tenuti: l’edificio della chiesa gospel, la parte del laboratorio fotografico e il palazzo dell’8 Brooklin, il ristorante di pesce dove si suona il jazz. L’8 Brooklin, un’eccezione per la sua cura, è nel complesso in degrado sul lato di via Munari. E anche in via Mazzoni il lato del sottopassaggio è coperto di erbacce persino sulla cancellata. Questo degrado ambientale ora si unisce a quello umano, dopo la chiusura dell’ex Scalo merci, avventa alla fine di aprile. Via Mazzoni era tranquilla da tempo, dopo che il famoso passaggio sotto il ponte era stato murato e aveva aperto il ristorante (già nella gestione precedente non c’erano più spacciatori e balordi da quel lato della strada). Ora l’attenzione torna a sollevarsi per la sicurezza nelle ore notturne.

Carlo Gregori

©RIPRODUZIONE RISERVATA

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Gazzetta di Modena per le tue notizie su Google