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Yucatan, è modenese l'hotel dei Maya

di Francesco Dondi
Yucatan, è modenese l'hotel dei Maya

Nonantola. Daniele Piccinini, 40 anni, a Merida ha realizzato Casa Italia Yucatan «Ora torno e mi sposo. Mi mancano i genitori e il Modena, ma qui è un’altra vita»

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NONANTOLA. Un cittadino del mondo, che ha vissuto un po’ ovunque, ma che per 29 anni ha avuto come centro di gravità permanente la sua Nonantola. Ma lì di sbocchi professionali ce ne sono pochi e allora eccolo stravolgere la sua vita. Lui, dottore in Scienze Biologiche, vola a Ca’ Foscari, a Venezia, per un master in Economia del Turismo e rieccolo dieci anni dopo imprenditore navigato in Messico, a Merida, dove cura il secondo albergo più importante della splendida località dello Yucatan. Lui è Daniele Piccinini, professione giramondo prima, albergatore adesso.

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«A Nonantola - ricorda Daniele - ho trascorso i miei primi 29 anni. Dopo una laurea in Scienze biologiche all'università di Modena con il massimo dei voti e qualche lavoro saltuario nel settore, ho deciso di cambiare vita e mi sono iscritto al master in Economia del turismo a Ca’ Foscari. I primi mesi sono stati un po’ duri per il fatto che la mia preparazione universitaria era scientifica e tutti gli altri studenti venivano da lauree più specialistiche. Ma poi ho scoperto la passione per l’ospitalità ed ho concluso il master con il punteggio massimo. Sono quindi stato un anno in Australia per migliorare il mio inglese e, tornato in Italia, mi sono diviso una decina d’anni tra Venezia e Roma, lavorando per alcuni dei migliori hotel».

Il 2012 segna però la vita di Piccinini, che vola in Messico e a Merida ritrova Daniel, amico conosciuto a Ca’ Foscari. «Dopo alcuni viaggi di piacere per conoscere la città - racconta - Decidiamo di realizzare un sogno: aprire il nostro hotel. A settembre 2014 inaugura Casa Italia Yucatan (www.casaitaliayucatan.com) ed ad oggi siamo il secondo miglior resort della città per Tripadvisor».

Ma a Merida Daniele trova anche l’amore: è il gennaio 2014, in quello che sarà l’ultimo viaggio esplorativo prima dell’inizio dell’avventura. «Conosco Fabiola un meravigliosa dottoressa messicana che ora è mia moglie. Il futuro? Vogliamo far crescere il nostro piccolo ristorante italiano, un gourmet con qualche pizzico di tradizione modenese, ma prima di tutto ci sposeremo in Italia. Perché a giugno torniamo a Nonantola e inviteremo amici un po’ da tutto il mondo».

C’è però un’amara considerazione, riguarda alle possibilità di fare impresa a casa propria. «In Messico aprire un’attività è molto più facile che in Italia - analizza - Per l’hotel ho messo i miei soldi risparmiati in 10 anni, ma se non ci fosse stato l’aiuto di mamma Solisca e papà Gianni... Certo, mi mancano molto così come mi manca la cucina italiana, gli amici di sempre oltre al “mio” Modena. Sono tifoso dei gialli per tradizione e li seguo dal Messico. Qui però ho la mia nuova famiglia, una città in pieno sviluppo, calda e con tante opportunità per chi vuole mettersi in gioco».

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