Boom di appalti sospesi, gli addetti tremano
Cresce ogni giorno la richiesta di bloccare i cantieri e così aumentano i rischi per tanti altri lavoratori
CONCORDIA. Ad oggi sono 120 i lavoratori interessati dalle procedure di ammortizzatori sociali che la Cpl Concordia dovrebbe aprire a seguito della risoluzione contrattuale da parte di alcuni committenti pubblici.
Ma considerando la velocità con cui arrivano le comunicazioni con le quali le imprese - o meglio, le istituzioni pubbliche - appaltanti sospendono i lavori della cooperativa nei cantieri in cui è impegnata in tutta Italia (e non solo), la percezione che presto si arrivi a diverse centinaia di lavoratori interessati è palpabile.
Venerdì sera, infatti, il nuovo Consiglio di Amministrazione e la parte sindacale hanno avuto un confronto serrato, durato oltre tre ore. Ma arrivare ad un numero preciso di lavoratori realmente “a rischio” è stato impossibile. I 120 addetti già annunciati, infatti, sono quelli inevitabili, rappresentano la conseguenza di vere e proprie risoluzioni contrattuali da parte di quelle istituzioni pubbliche che hanno di fatto dato il ben servito a Cpl Concordia.
Ma ogni ora si accavallano sul “tavolo” della cooperativa le cosiddette sospensive, che decretano l’interruzione temporanea degli appalti.
Lavori che indispensabilmente dovranno riprendere e al più presto, pena il tragico travolgimento di tutta la parte occupazionale che in quei cantieri lavora e con essi anche tutto l’indotto che attorno ad essi ruota.
E i lavoratori tremano. Domani verrà comunicato loro, in assemblea, quelle informazioni che frammentariamente arrivano alla parte sindacale, che ieri mattina ha anche incontrato i sindaci di San Felice, Concordia e San Possidonio, condividendo le preoccupazioni e l ’impegno verso la salvaguardia di produzione e occupazione. A metà settimana sarà la volta dell’incontro in Prefettura, dove si dovrà sciogliersi il nodo del commissariamento (pensare di commissariare un migliaio di cantieri, quelli che la coop ha lungo tutta la Penisola, è infatti impensabile). E a fine settimana un nuovo incontro con i sindacati. Sarà in quella sede che, forse, si arriverà ad avere numeri più precisi sui lavoratori interessati e quali strumenti adottare. Sono diverse le categorie contrattuali presenti, dalla metalmeccanica all’edilizia (per cui ad esempio si ricorre alla cassa edile e non alla cassa integrazione) e non per tutti si può parlare dello stesso ammortizzatore sociali.
Non si esclude una richiesta di incontro al ministero del Lavoro, proprio per valutare lo strumento di copertura sociale più appropriato. E intanto non è detto nemmeno che i lavoratori interessati siano tutti modenesi.
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