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Con 800 firme si farà il referendum sull’ospedale

MIRANDOLA. L’amministrazione comunale dovrà valutare gli incartamenti sul referendum riguardo all’ospedale e prenderà una posizione ufficiale ad inizio settimana. Intanto sono i promotori a...

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MIRANDOLA. L’amministrazione comunale dovrà valutare gli incartamenti sul referendum riguardo all’ospedale e prenderà una posizione ufficiale ad inizio settimana. Intanto sono i promotori a continuare a perorare la causa dopo il nullaosta garantito dal difensore civico.

«Noi abbiamo deciso come opposizione di indire questo referendum perché non ci sentiamo tranquilli - afferma il consigliere M5s, Nunzio Tinchelli - e non vogliamo perdere il nostro ospedale così abbiamo chiesto in consiglio comunale che la struttura riavesse gli stessi servizi pre-sisma. Se dobbiamo spostarci in fretta per un’emergenza a Carpi e Modena non facciamo in tempo la distanza è troppa e il territorio della Bassa è molto esteso e deve mantenere il suo ospedale quindi chiediamo un referendum propositivo per coinvolgere la cittadinanza nelle scelte».

«Se vogliamo invertire la rotta e costringere il sindaco, che non ha mai avuto la schiena dritta quando l’Ausl ha prosciugato Mirandola, a combattere per riavere tutti i servizi prima del sisma bisogna sottoscrivere il quesito e votare “sì” - dicono in coro dal comitato - Un’opportunità di democrazia preziosa. Anzi unica. Nella Bassa, ma verosimilmente in tutta la regione mai i cittadini erano stata offerta la possibilità di impegnare il sindaco sull’ambito sanitario. Grazie all’appoggio di tutta l’opposizione è stato possibile raggiungere questo importante risultato, oggi il Comitato Referendario si apre a tutti quei soggetti che vogliono aderire al di là delle bandiere di partito. La salute, non dimentichiamolo, non ha colore. Ci bastano 800 firme e il referendum sarà realtà». (s.f.)

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