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Giovanardi e le coop: «Il caso emiliano? problema nazionale»

Giovanardi e le coop: «Il caso emiliano? problema nazionale»

Il senatore modenese e i “big” di area popolare all’attacco «Partito, Lega, Banche intrecci strutturali anche elettorali»

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L’Emilia Romagna una terra rossa? Per Carlo Giovanardi «o abbiamo una testa diversa o c’è una struttura alla base». Il senatore del Nuovo centrodestra ha proposto una riflessione nazionale sul ruolo delle cooperative in un incontro dal titolo “Falce e carrello, falce e sportello, falce e righello”.

Giovanardi ha ricordato la multa di 4.6 milioni di euro contro Coop Estense per “abuso di posizione dominante”.

«Ha una quota di mercato di circa il 40% - ha ripreso il senatore nell’auditorium della Confcommercio - contro il 6% dell’Esselunga, il più grande concorrente privato». Per lui esiste una “triangolazione”, «con presidenti delle cooperative che diventano sindaci e segretari di partito».

Giovanardi ha detto che «a Modena un sindaco e quattro assessori si sono fatti assumere e poi sono andati in aspettativa, venendo assolti perché giudicati lodevoli». Ha rimarcato di attendere ancora una risposta da Incalza (ex vertice alle Infrastrutture) «sulla percentuale di appalti della lega cooperativa per la variante di valico».

Un attacco alla Procura («cosa ha fatto per trent’anni?») dopo l’apertura dell’inchiesta di Ischia. Giovanardi ha garantito di non avercela con le cooperative in sé («hanno un enorme valore»), ma con «fenomeni che nulla ha a che vedere con loro», ravvisando i temi delle fondazioni e delle banche. «È un problema di democrazia del Paese - ha attaccato l’ex ministro - rischiamo il vuoto assoluto».

«Non possiamo essere un partito di leghe e cooperative - ha esordito Gabriele Albertini, senatore del Ncd - è una frase di Togliatti, che cambierà subito idea nel 1947». L’ex sindaco di Milano ha esposto cifre delle cooperative, come «i 118 miliardi di euro, che valgono l’8% del Pil, i 415mila occupati contro i 75mila della Fiat, i 7.7 milioni d’iscritti». Albertini ha raccontato di aver avuto da sindaco pressioni in un’asta competitiva, citando indici di produttività che favorirebbero Esselunga rispetto alla Coop. Ha parlato di «rapporto parassitario tra costi, che tutti paghiamo, e vantaggi». Per Luigi Marino, senatore Ncd ed ex presidente di Confcooperative, esiste un «rapporto anomalo tra cooperative e politica». Marino ha lamentato che manca «una reale autonomia», sostenendo però «che non c’è più un partito che difende le coop». Il coordinatore nazionale Gaetano Quagliariello ha inserito tra i problemi «le fondazioni bancarie, le agenzie municipalizzate e le cooperative». Per Quagliariello bisogna «evitare che il sistema si espanda e giocare un ruolo di governo». Sui conflitti d’interessi, «serve il coraggio di aggredire quelli occulti». «In sede Italstat Legacoop aveva una quota fissa tra il 25% e il 30% negli appalti», ha ripreso l’ex capogruppo Pdl, Fabrizio Cicchitto. Il deputato del Ncd ha condannato le «violenze continuate in Emilia fino al ’47, prima delle operazioni di consenso». Gabriele Farina

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