«Più attenzione per l’agricoltura»
Montese. L’assessore regionale Caselli e le opportunità del piano rurale
MONTESE. Forti opportunità per la montagna collegate alla nuova programmazione comunitaria con il Piano di Sviluppo Rurale 2014-2020; una nuova spinta propulsiva al settore grazie a politiche di marketing, di commercializzazione e di aggregazione nell'offerta, a nuovi mercati di sbocco internazionali e all'incoraggiamento nella creazione di filiere corte; sostegno pieno all'uso della denominazione “Prodotto di Montagna” come da regolamento dell'Unione Europea. Sono queste le azioni principali da promuovere per un rilancio futuro del settore agricolo in collina e in montagna, in particolare nel comparto lattiero-caseario. È questo ciò che è emerso dall'incontro svoltosi ieri a Montese con l'assessore regionale all'agricoltura, Simona Caselli, per illustrare le problematiche del settore sull'Appennino. Al convegno, organizzato dal Comune con il consorzio “Terre di Montagna”, hanno partecipato, alla presenza di svariati sindaci dei territori montani del modenese, bolognese e reggiano e del consigliere regionale Luciana Serri, le varie associazioni agricole, i rappresentanti dei consorzi e delle cooperative del territorio e numerosi produttori della zona. «In un momento di profonda crisi dell'economia e dei mercati come quello attuale - ha spiegato il sindaco Luciano Mazza - chiediamo una particolare attenzione della Regione circa le politiche agricole con riferimento ai territori montani. Ricordo che in montagna è possibile produrre monocolture, quali, per esempio, il parmigiano reggiano». Il primo cittadino ha, poi, continuato soffermandosi su alcuni aspetti importanti per valorizzare i prodotti di eccellenza dei territori montani: «È importante - ha detto - che venga mantenuta una priorità, con un punteggio aggiuntivo, per la montagna sui fondi Psr». Nello stesso tempo, ha aggiunto che «è fondamentale il sostegno da parte delle istituzioni per sbloccare l'uso della denominazione “Prodotto di Montagna”, in particolare per formaggio parmigiano-reggiano. I consumatori, infatti, associano in generale maggiore qualità alle produzioni realizzate in montagna in quanto ambiente più salubre e meno inquinato». L'assessore regionale Caselli ha, infine, presentato il Psr 2014-2020 dell'Emilia Romagna che, per primo e finora unico in Italia, ha avuto il via libera dall'Ue. I fondi destinati sono 1 miliardo e 190 milioni di euro (cui si aggiungono i fondi Fesr ed Fse per complessivi 2,5 miliardi di euro).
Andrea Ghiaroni
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