Un vichingo made in Modena
Paolo Gozzi ha scelto le isole Lofoten in Norvegia dove fa la guida turistica
«Modena, con la tua umidità al 120% ti saluto e me ne vado al fresco: arrivederci deMona!».
Paolo Gozzi, classe 1966, vive in Norvegia dal 2006, dove lavora come guida turistica artica e fotografo. Ogni tanto però torna dalla sua "demona" a salutare la famiglia e a bersi una birra in via Gallucci, dove lo abbiamo incontrato e sfogliato insieme il suo album di fotografie che hanno gli sgargianti colori dell'aurora boreale. «Vivo alle isole Lofoten, un arcipelago norvegese poco oltre il circolo polare artico, con un clima mitigato dalla corrente del golfo, tra le mete preferite dai fotografi di tutto il mondo, un piccolo paradiso terrestre fatto di montagne che cadono a picco nel mare, ornate di minuscoli villaggi di pescatori illuminati d'estate dal sole che non tramonta mai e d'inverno dalle tonalità verdi delle aurore boreali».
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Paolo, quando viveva nel modenese, ha lavorato per diverso tempo nel mondo della ceramica e dopo un'esperienza in Bosnia di alcuni anni, dopo aver visitato tutta l'Europa e il Sudamerica, un giorno per amore decide di trasferirsi definitivamente in Norvegia. «Da ragazzo quando frequentavo il Barozzi, indirizzo commercio estero, mi rimandavano sempre perché dicevano che non sapevo le lingue: oggi ne parlo sei, più l'italiano - sorride Paolo - Vedere Modena da lontano mi piace, la trovo migliorata negli ultimi anni, si è più internazionalizzata grazie alla maggiore presenza di stranieri e trovo la cosa positiva anche se non ci tornerei a vivere: io a 25 gradi comincio a sudare e con l'afa modenese non reggerei! In Norvegia però mi mancano il Lambrusco e la nostra cadenza emiliana, anche se la fata aurora ripaga di ogni malinconia: quando l'ho vista per la prima volta ho capito che dovevo restare».
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Paolo ricorda in particolare la notte del 9 febbraio 2014 per una riuscita caccia alle aurore boreali con Alberto Angela e la sua troupe per realizzare una puntata di Ulisse. «La cosa più bella di questo mestiere, oltre la meraviglia dei luoghi che ti circondano, è la sorpresa che la natura ti riserva ogni volta in modo diverso, dall'aurora boreale alla balena che esce dal fiordo all'alce che ti attraversa la strada. Sono luoghi magici». E quando un turista viene accolto da un vichingo in carne ed ossa lo stupore aumenta: «nella vita faccio anche il vichingo: collaboro con un museo e vado a prendere i turisti vestito da vichingo - ci racconta Gozzi recitando in norvegese la formula con cui accoglie i turisti spiegandogli di essere la loro connessione con il passato - E' troppo divertente e stimolante fare da Cicerone ai turisti che approdano nelle terre nordiche. Mi ricorderò sempre di un turista americano che portai a fare un'escursione al sole di mezzanotte che a un certo punto, stupito, quasi smarrito, mi chiese: "e l'altro sole, dov'è?".
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