Gazzetta di Modena

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A Castelfranco la stazione perde anche la biglietteria

A Castelfranco la stazione perde anche la biglietteria

Il Comune non vuole pagare la sua quota per l’affidamento e spera nei volontari Gli utenti lamentano un nuovo taglio alla qualità del servizio: parte una petizione

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CASTELFRANCO. Quella di Castelfranco è una delle primissime stazioni ferroviarie della provincia di Modena per numero di paseggeri e per localizzazione.

A Castelfranco infatti afferisce buona parte del traffico diretto a Bologna e Modena, che arriva dal distretto a cavallo tra le due città: studenti, lavoratori, impiegati... Sono oltre duemila le persone che solo ogni mattina si accalcano sui quattro binari di questo importante punto di riferimento per il trasporto.

Cifre documentate tanto dal Comitato degli utenti quanto dalla Regione.

Ebbene, nonostante tutto questo, nonostante la presenza di un comitato di utenti che da anni si batte per ottenere servizi più puntuali e più adeguati, a cominciare dal decoro della struttura, per passare alla qualità e quantità dei treni, Castelfranco potrebbe registrare un altro passo indietro. Il 15 giugno infatti cesserà il servizio di biglietteria, gestito in appalto da un castelfranchese, che da anni e dalla mattina alle sera garantiva un punto di appoggio e riferimento per quanti, tra biglietti da acquistare, consigli, informazioni abbonamenti, rinnovi e anche un minimo di vigilanza si rivolgono quotidianamente a questo servizio, per i treni e per gli autobus.

Il motivo di questa paventata decisione - la questione in stazione è ormai all’ordine del giorno - sembra risiedere nella determinazione del Comune di non provvedere più a versare la sua quota, quella che con Seta consentiva di pagare la presenza del bigliettaio in stazione. Il problema si è posto ad una recente riunione presso Amo, l’agenzia della mobilità modenese che deve sovrintendere alla gestione del trasporto pubblico. Se infatti Seta, per parte sua, è disposta a garantire l’importo annuo necessario per il servizio, Il Comune si è detto contrario e alle contestazioni che ne sono sorte ha proposto di affidare la gestione del servizio al volontariato. Ma si tratta anche in questo caso di un affidamento impegnativo, tanto sul piano professionale quanto sulla gestione finanziaria: parliamo infatti di un flusso di denaro nell’ordine di centinaia di migliaia di euro annui. Una soluzione che sta destando parecchie perplessità, specie tra quanti vivono quotidianamente la stazione, e non solo per il titolare del servizio di biglietteria che perderà conseguentemente il lavoro. Il comitato degli utenti si dice intenzionato a promuovere una raccolta di firme r una richiesta di confronto in Regione con l’assessore regionale ai Trasporti Donini, per evitare che sotto l’insegna di una riorganizzazione si nasconda un nuovo episodio di depauperamento di un servizio alternativo alle tanto amate autostrade.

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