Bassa, la "guerra" delle sagre: «A Massa non chiamatela Sagra di Rivara»
L’appello del parroco di San Felice dopo l’affondo del Comitato degli esuli. Il caso in Consiglio a Finale
Il Comitato Sagra di Rivara ha lanciato una nuova campagna mediatica per favorire l’esodo dei visitatori da Rivara a Massa. Dapprima con i volantini e i manifesti che da qualche giorno fanno discutere - e parecchio - specie per quelle parole promozionali che a Rivara non sono affatto piaciute: «Diffidate dalle imitazioni». Sottinteso evidente: diffidate della sagra che i rivaresi vogliono organizzare a Rivara, per dare continuità ad una tradizione che gli “esuli del Palamagnamagna” vorrebbero invece far boicottare, organizzando con ristorante, spettacoli e fuochi d’artificio la Sagra di Rivara a Massa, negli stessi giorni che la storica tradizione affida alla sagra di Rivara a Rivara.
Da ultimo a Rivara si vocifera addirittura di un servizio di trasporto che gli esuli vorrebbero organizzare, per portare a Massa quanti - per “sbaglio” - si recassero alla sagra di Rivara nei giorni stessi della sagra di Rivara a Massa, quella “vera”.
Una situazione kafkiana che, contrariamente a quanto ci si poteva aspettare, non ha innescato alcuna reazione istituzionale - si vede che va bene così - schierando da una parte il consiglio direttivo del Comitato Sagra esule (che assicura di avere dalla sua almeno la metà dei rivaresi) e dall’altra un moto spontaneo di cittadini, specie giovani, esterrefatti e determinati ad impedire questa assurda situazione. Domenica erano in oltre 100 i giovani che si sono radunati nel cortile dell’asilo parrocchiale, per un pranzo di autofinanziamento che vuole sostenere la sagra di Rivara, quella a Rivara, che la parrocchia e altri volontari stanno cercando di riorganizzare, a questo punto con tanto di fuochi d’artificio.
Nel silenzio del Comune di San Felice, si registra ora una presa di posizione non pilatesca della parrocchia. In una nota pubblica a firma di don Giorgio Palmieri la parrocchia sottolinea la libertà di chiunque ad organizzare dove vuole le manifestazioni, ma «che la sagra di Rivara, in quanto celebrazione della Natività di Maria Santissima, è e rimarrà un evento direttamente legato alla Parrocchia di Rivara. Per questo - scrive don Giorgio - ci auguriamo che il Comitato prima citato, volendo dare vita ad un evento folkloristico nel medesimo periodo di celebrazione della Sagra di Maria Santissima, abbia l’accortezza di non chiamarlo col medesimo nome».
Ma, è noto, il Comitato Sagra di Rivara si ritiene associazione privata e depositaria-proprietaria di quel “marchio”. La questione è legata alla decisione di costruire a Massa il famoso Palamagnamagna. Questione non solo rivarese, ormai, tanto che domani sera in Consiglio comunale a Finale la minoranza ha posto il tema e i suoi kafkiani eccessi al centro di una interrogazione alla giunta. (ase)
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