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Agrinsieme esulta: «Evitata una beffa per gli allevatori»

«È stata eliminata una grave distorsione a danno degli allevatori, che altrimenti avrebbero dovuto forzosamente iscriversi all'Associazione Italiana Allevatori per non perdere contributi comunitari...

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«È stata eliminata una grave distorsione a danno degli allevatori, che altrimenti avrebbero dovuto forzosamente iscriversi all'Associazione Italiana Allevatori per non perdere contributi comunitari ai quali, comunque, molti non avrebbero avuto accesso, allevando razze bovine ibride che sono escluse dall'iscrizione alla stessa Aia».

Le organizzazioni di Agrinsieme Modena (il coordinamento di Cia, Confagricoltura, Copagri e Alleanza delle cooperative) così commentano soddisfatte la decisione della Conferenza Stato-Regioni dopo il ricorso al Tar di Roma da parte di Confagricoltura e Cia. La decisione ha infatti modificato la norma sui premi agli allevatori con la quale, appunto, per l'accesso alle provvidenze della UE era prevista l'obbligatorietà dell'iscrizione all'Aia (Associazione italiana Allevatori). «In un momento di grande incertezza e preoccupazione per il mondo agricolo, legata ad una estrema volatilità del mercato e alla cessazione del regime comunitario delle quote latte - spiega Cristiano Fini, coordinatore di Agrinsieme Modena - si sarebbe determinata una pesante discriminazione tra gli allevatori, che avrebbe annullato la possibilità di un intervento universalmente valido per tutti per favorire, invece, i soli iscritti a una associazione. Per l'accesso agli oltre 84 milioni di contributi comunitari - conclude Fini - sono stati identificati criteri che hanno a che fare con l'attività reale degli allevatori e non con la loro appartenenza o meno all'Aia».

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