Gazzetta di Modena

Modena

FIORANO

Astoria, un salotto per incontri con esperti

Astoria, un salotto per incontri con esperti

FIORANO. Nell’ambito del Maggio Fioranese ha preso il via la rassegna “Incontri al Teatro Astoria”, dedicata non più a grandi autori di fama, ma a temi di interesse pubblico. Nel primo l’assessore...

2 MINUTI DI LETTURA





FIORANO. Nell’ambito del Maggio Fioranese ha preso il via la rassegna “Incontri al Teatro Astoria”, dedicata non più a grandi autori di fama, ma a temi di interesse pubblico. Nel primo l’assessore Morena Silingardi ha condotto la conversazione con l’omeopata e scrittore Simone Ramilli, a Fiorano per presentare il suo ultimo libro “La cura. Liberi da paure e malattie” e con la psicologa Ameya G. Canovi che si occupa di dipendenza affettiva, avvalendosi di nuovi strumenti come la pagina facebook “Di troppo Amore”, il blog “Amore dipendente” e la possibilità di colloqui online via skype. Ameya G. Canovi, partendo dalla canzone “Io che non vivo più senza te” spiega come la dipendenza affettiva sia sdoganata dalla società, mentre è una malattia; è l’incapacità di stare con se stessi, la paura del vuoto perché “il pezzo che manca sei tu”. «La società non insegna a stare da soli e la dipendenza affettiva si riassume in fammi, dammi, dimmi; ha bisogno di stampelle, le sue richieste sono infinite e nel contempo è incapace di gestire il no dell’altro, il quale può essere a sua volta dipendente, bisognoso di essere incensato. Nessuno dei due si prende la responsabilità di se stesso». Simone Ramilli è partito dalle sfilacciamento della nostra e dalle sue paure. «La malattia del corpo sociale diventa malattia dell’individuo perché c’è una stretta correlazione, che la medicina sta chiarendo. La ferita d’amore può diventare malattia, il conflitto nella famiglia, anche di ruolo, il conflitto con gli amici, nel posto di lavoro. Ogni volta che c’è un conflitto il corpo prova a risolverlo, dopo un certo numero di tentativi, in caso di ennesima recidiva, il cervello comanda la soluzione al corpo fisico che si ammala. Sembra ormai accertato che pochi mesi prima di una malattia, ci sia la recidiva di un problema non risolto». Sabato prossimo, gli Incontri all’Astoria proseguiranno, con inizio alle 17.30, con “Il buono, il noir, il cattivo”. Tecla Dozio intervista Luca Bonzano e Carlo Lucarelli.

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Gazzetta di Modena per le tue notizie su Google