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Cpl porta Regione ed Hera in tribunale

Cpl porta Regione ed Hera in tribunale

Concordia. La coop ricorre contro appalti rescissi: «Decisione illegittima». Sindacati preoccupati e Simone risponde ai pm

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Se fino a pochi giorni fa Cpl giocava in difesa, cercando di rintuzzare gli affondi che arrivavano da magistratura e opinione pubblica, ora la cooperativa di Concordia decide di cambiare strategia. E lo ha fatto appena ha capito che neppure le modifiche ai vertici societari e le sospensioni dei dirigenti indagati porteranno benefici a brevissimo termine. L’esclusione dalla white list rischia di essere letale, le richieste di sospensiva o addirittura rescissione dei contratti pubblici continuano ad arrivare in sede e così per tutelarsi e provare ad evitare un’ecatombe occupazionale, ecco l’ultima mossa: ricorrere al Tar.

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«Cpl Concordia - si legge in una nota - ricorrerà al Tar contro i committenti pubblici che hanno già risolto i contratti in essere prima della conclusione del procedimento che il Prefetto di Modena ha avviato per l’applicazione delle misure di straordinaria gestione e monitoraggio previste dall’articolo 32 comma 10 del Decreto legge 90 del 2014 (commissariamento degli appalti, ndr). Come infatti riportato dalle linee guida Anac (Autorità Nazionale Anticorruzione) del 27 gennaio, le stazioni appaltanti potranno decidere riguardo alla sorte del contratto solo a seguito del provvedimento del Prefetto in ordine alle sopracitate misure. Vista la decisione di alcuni enti, fra i quali il Gruppo Hera e la Regione Emilia Romagna, di recedere dai contratti senza attendere la conclusione del procedimento demandato al Prefetto di Modena, Cpl ricorrerà al Tar per richiedere di ripristinare l’efficacia dei contratti illegittimamente risolti e per ottenere il risarcimento dei danni subiti.Cpl intende adottare la stessa linea di condotta nei confronti di tutti i committenti che non si attenessero alle disposizioni Anac-Ministero dell’Interno».

E mentre giovedì si attende l’incontro tra Prefetto e Raffaele Cantone in cui si studierà il commissariamento dei cantieri, i sindacati chiedono l’apertura di un tavolo di crisi in Regione.

«Dopo l’incontro tra il nuovo Cda di Cpl, Legacoop e le organizzazioni sindacali - si legge nella nota - per confrontarsi sulla procedura di cassa integrazione per 120 addetti, si è svolta anche l’assemblea con i lavoratori. Erano presenti circa 300 persone, e i rappresentanti dei sindacati Fiom/Cgil, Fillea/Cgil, Filctem/Cgil, Fim/Cisl, Filca/Cisl. L’ammortizzatore sociale per 120 addetti potrebbe essere solo il primo provvedimento, ed è alto il rischio che si estenda ad altre centinaia di lavoratori se non si trovano soluzioni che permettano la continuità produttiva e di servizio dell’impresa». Lavoratori e sindacati ritengono che il commissariamento degli appalti “sia un utile strumento per gestire questa difficile fase” e ripongono “grandi aspettative sulla possibilità di individuare soluzioni gestionali che consentano la continuità di Cpl” dall’incontro tra Di Bari e Cantone. In ultimo viene chiesto “la costituzione a breve di un tavolo di crisi a livello regionale che permetta di trovare soluzioni organizzative per mantenere sui cantieri il massimo dell’occupazione, mentre, per i lavoratori non occupati, individuare gli ammortizzatori sociali più idonei a garantire il reddito”.

Sul fronte giudiziario, invece, va registrato l’arrivo di Roberto Casari al Sant’Anna di Modena dove oggi sarà interrogato dal giudice Romito. Ieri, invece, il pool della procura ha interrogato per la prima volta Francesco Simone. Quattro ore di domande, all’interno della caserma del Comando provinciale dei carabinieri, alle quali il manager ha risposto. Il suo avvocato, Michele Andreano, si è limitato ad un “sono molto soddisfatto” mentre i magistrati hanno evitato commenti. Non è invece stato interrogato, come già ipotizzato nei giorni scorsi, Maurizio Rinaldi. Se ne riparlerà dopo il Riesame.

Francesco Dondi

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