Il mistero del mutuo e del balzo dei tassi
Emerge un ulteriore mistero nei conti di Sgp, Sassuolo gestioni patrimoniali. Un mutuo che improvvisamente, nel 2011, passa da uno spread dello 0,395 per cento al 2,25, con un incremento altissimo...
Emerge un ulteriore mistero nei conti di Sgp, Sassuolo gestioni patrimoniali. Un mutuo che improvvisamente, nel 2011, passa da uno spread dello 0,395 per cento al 2,25, con un incremento altissimo degli interessi passivi. Anche questo elemento, condito dai dubbi dei dirigenti che l'hanno redatto, è contenuto nell'ormai celebre capitolo denominato “Le ragioni della crisi”, negli allegati al bilancio e al piano industriale di Sgp. Vale a dire che è stata la conferenza dei dirigenti, molti dei quali sono gli stessi dell'era Pattuzzi e Caselli (tranne il dirigente finanziario e il segretario comunale), a scrivere queste righe, a esternare le perplessità e a firmare il tutto, pagina per pagina. I mutui contratti dal Comune di Sassuolo prima del 2009 per opere pubbliche, per quasi 60 milioni, sono tutti a tasso variabile. Tranne uno, che passa improvvisamente a tasso fisso. Siamo nel 2011. «Nonostante l'andamento decrescente dell'Euribor, avrebbe dovuto assicurare alla società consistenti risparmi in interessi passivi», commentano in modo chiaro i dirigenti, «la decisione assunta di acconsentire ad aumentare lo spread del mutuo di maggiore entità da 0,395 per cento a 2,25, ha determinato un aumento degli oneri finanziari». Siamo in era pre-Cavallini, l'attuale amministratore unico della sociatà. E le cifre perse con questo semplice tratto di penna fanno rabbrividire: «Nel caso in cui il contratto di mutuo non fosse stato modificato – commenta ancora la relazione – la società avrebbe sostenuto questi minori interessi passivi: 324mila euro in meno nel 2011, 306mila nel 2012, 287mila nel 2013».
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