Il vescovo Cavina: «Con i volontari società più umana»
«Un lavoro importante, fatto con amore e dedizione: la società deve un grande ringraziamento ai volontari e agli addetti di Porta Aperta». Alla presentazione dei dati sulla poverà c’era anche il...
«Un lavoro importante, fatto con amore e dedizione: la società deve un grande ringraziamento ai volontari e agli addetti di Porta Aperta». Alla presentazione dei dati sulla poverà c’era anche il vescovo Francesco Cavina, oltre a Benedetta Rovatti (vicedirettore Caritas Diocesana); Alessandro Gibertoni (responsabile del centro d’ascolto Porta Aoerta di Carpi); Anselmo Bertellini (presidente Porta Aperta Mirandola); Massimo Melegari (responsabile Recuperandia).
Il vescovo ha sottolineato il «lavoro di supplenza di Caritas in una società che crea grandi disparità di livello sociale ed economico». «Quello dei volontari e addetti - ha detto monsignor Cavina - è un lavoro duro, silenzioso, di sofferenza condivisa con chi è in difficoltà. La loro opera contribuisce a rendere più umana la nostra società». L’incontro nel Seminario Vescovile è stata l’occasione di presentare i tanti progetti di Caritas: il Progetto scuola per aiutare a pagare rette e libri alle famiglie povere; l’educazione di strada; gli aiuti alimentari, il Prestito della speranza e l’attività di Recuperandia. (ri.fi.)
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