Povertà, l’emergenza diventa cronica
Sono ormai centinaia le famiglie che da anni non riescono a uscire dalle difficoltà. Debiti alti per le utenze domestiche
Dietro i “freddi” dati ci sono famiglie, storie, delusioni, tristezze. La presentazione del bilancio dell’attività di Caritas-Porta Aperta Carpi, riporta l’attenzione su un mondo fatto di migliaia di persone in gravi difficoltà economiche, difficoltà che a volte sfociano in vero e proprio disagio sociale.
I grafici e le statistiche proposte ieri mattina nell’Aula Magna del seminario vescovile mostrano una Carpi che da anni convive con il problema della scarsità di lavoro e di una immigrazione che vive problemi che ormai si sono cronicizzati. È questo forse il tema più preoccupante. Se fino a qualche anno fa la percentuale dei “nuovi” utenti poteva arrivare anche al 40%, adesso le percentuali degli “storici” sono notevolmente incrementate. Segno che c’è in città una fascia di popolazione che non ce la fa ad uscire da una vita di stenti e disagi di ogni tipo.
Di enorme importanza quindi il lavoro di volontari e addetti di Porta Aperta che arrivano là dove purtroppo a volte le istituzioni laiche non riescono ad agire. Si pensi che nel progetto di aiuto sono coinvolte 15 parrocchie solo sul territorio delle Terre d’Argine. Una capillarità che consente a tante famiglie di vivere un’esistenza meno triste grazie anche al sostegno dei sacerdoti e della loro capacità di instillare speranza. Ma ecco i dati: nel 2014 si sono rivolte al centro d’ascolto 825 famiglie. Un leggero decremento rispetto all’anno precedente che viene spiegato con un numero minore di arrivi e maggiori partenze di stranieri. Sui nuovi nuclei che hanno chiesto aiuto sono italiani cento su 216 totali (ciò significa che gli utenti italiani sono oltre il 45%). I colloqui effettuati hanno toccato quota 4mila 952: il numero più alto di sempre. Le sporte alimentari sono state 7498. Tema sempre critico il lavoro: oltre il 50% delle persone che si rivolgono al centro sono senza occupazione. Molto interessante poi la serie di dati relativi all’indebitamento di chi si rivolge alla Caritas-Porta Aperta. Dalle tabelle della Caritas emerge ad esempio che 152 famiglie hanno un debito per le utenze dell’energia elettrica pari a 65mila euro; 208 famiglie devono ai fornitori del gas domestico 166mila euro; 164 famiglie hanno un debito complessivo di 45mila euro per lo smaltimento rifiuti. Ma la cifra più consistente arriva sulle spese condominiali: 142 famiglie hanno sulle spalle un debito di 269mila euro. Drammatici i numeri anche per quanto riguarda l’affitto: il 46% non riesce più a pagarlo mentre il 7% ha già ricevuto lo sfratto esecutivo. Nel centro Porta Aperta di Mirandola dati in linea con quelli di Carpi, con l’aggravante del post sisma.
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