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Chiusa nell’auto al sole Salvata bimba di un anno

Chiusa nell’auto al sole Salvata bimba di un anno

Mirandola. La madre bloccata all’esterno, la polizia spacca il vetro del lunotto Raffica di interventi del Commissariato tra arresti, denunce e diffide ai ladri

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MIRANDOLA. Una bambina di neppure un anno chiusa nell’auto, disperata, accaldata, sotto choc. È la scena cui si sono trovati di fronte gli agenti della squadra volante del Commissariato lunedì a mezzogiorno nel parcheggio del Conad di Mirandola. La volante era stata la prima ad arrivare dopo che la madre, disperata, non sapeva più cosa fare per liberare la figlia: la donna, che abita a Mirandola, è scesa dall’auto lasciando le chiavi sopra il sedile ed ha aperto il baule. Ma quando l’ha chiuso è scattata la chiusura automatica, con la bimba sul sedile all’interno. Gli agenti, vista la mala parata, hanno deciso di rompere il lunotto posteriore della Passat, per dare aria alla piccola, tranquillizzandola. Poi hanno fermato una persona claudicante, facendosi prestare la stamperra, con la quale sono riusciti a recuperare la borsetta, ma la chiave non c’era. Così nel frattempo è arrivata l’ambulanza del 118 e la squadra dei vigili del fuoco. È stato un pompiere, esile di corporatura e molto agile, ad infilarsi nell’auto dallo stretto lunotto e ad aprire l’auto dall’interno, portando in salvo la bambina .

L’operazione ha concluso una decina di giorni di intensi controlli del commissariato, che in sintonia con le nuove disposizioni della questura contro i reati predatori e con l’aiuto del reparto prevenzione crimine di Reggio ha intensificato i controlli sul territorio.

Così sono stati arrestati due tunisini pregiudicati tunisini di 33 e 31 anni i quali, dopo aver tranciato la recinzione dell'impianto Aimag di via Rangona, stavano tentando di asportare materiale ferroso di recupero, restituito ai gestori dell'attività.

Le altre operazioni hanno riguardato la zona della stazione ferroviaria dove sono stati denunciati due italiani per ricettazione di cablaggi in rame di proprietà di Trenitalia e due stranieri, un marocchino e un albanese minorenne, bloccati subito dopo aver rubato la bicicletta di un pendolare alla quale era stato forzato il lucchetto.

Ai due ladri della bici è stato anche sequestrato un quantitativo minimo di sostanza stupefacente leggera, rinvenuto a seguito delle perquisizioni personali, per la cui detenzione verranno segnalati alla prefettura di Modena.

All'interno del Famila di viale Gramsci, invece, è stata fermata e denunciata al tribunale di Modena, la nomade polacca G.B., 42 anni, che aveva appena sottratto merce per diverse centinaia di euro, anche questa subito restituita ai proprietari.

Nella nota diramata ieri dalla dirigente del Commissraiato, Laura Amato, si segnala anche la denuncia, per guida con patente revocata, nei confronti di un 44enne pregiudicato di Mirandola riconosciuto dagli agenti mentre transitava a bordo della sua auto, subito posta sotto sequestro.

Verifiche anche presso il campo nomadi, dove una misura preventiva dell'avviso orale è stata notificata ad una donna pregiudicata di 57 anni, recentemente arrestata per furto su autovettura, e sull'intera rete stradale, dove le volanti, oltre che con il reparto prevenzione crimine hanno operato anche personale del distaccamento della polizia stradale di Mirandola controllando complessivamente, solo negli ultimi 15 giorni, oltre 180 veicoli e 340 persone, mentre per due pregiudicati, non residenti in zona e notati in circostanze sospette, sono state avviate le procedure per il foglio di via obbligatorio da Mirandola.

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