Cigl: «I terremotati costretti a pagare»
«L'obiettivo – spiega l’assessore regionale Palma Costi - è sempre stato quello di non lasciare nessuno fuori dall’assistenza. Ma ogni scelta deve essere coerente con criteri di equità sociale. Chi...
«L'obiettivo – spiega l’assessore regionale Palma Costi - è sempre stato quello di non lasciare nessuno fuori dall’assistenza. Ma ogni scelta deve essere coerente con criteri di equità sociale. Chi ha avuto un disagio abitativo causato dal sisma riceve un’assistenza che non è un’integrazione al reddito, ma un contributo per affrontare una difficoltà temporanea. Parallelamente cerchiamo di velocizzare sempre di più le pratiche per la ricostruzione delle abitazioni che, come dimostrano i dati, stanno andando avanti a pieno ritmo, per favorire il rientro a casa nel più breve tempo possibile». È con queste parole che la Regione cerca di difendere l’ultima ordinanza, quella che riduce fino ad un quarto i contributi a chi usufruiva dei Cas. Perché se nei comunicati ufficiali non c’era una virgola su questo aspetto, a leggere l’ordinanza è invece questa la sostanza del provvedimento che da ieri fa discutere. Provvedimento legittimo a carico di quanti hanno approfittato ingiustamente ed esageratamente dei Cas (spesso benestanti), ma che finisce per stringere un cappio inatteso al collo di tante famiglie numerose e con difficoltà, impostando poliziescamente una questione che nelle intenzioni iniziali veniva presentata come solidaristica. E tra quanti hanno protestato - innescando la replica della Regione - c’è anche la Cgil: «I terremotati che hanno preso casa in affitto nell'attesa di ricostruire la propria abitazione si vedranno diminuire l’importo erogato - spiegano Veronesi (nella foto) della Cgil di Mirandola e Giulia Moretti di Carpi - Esemplificando, una famiglia di due pensionati al minimo che paga un affitto di 450 euro, con il Cas copre interamente il costo dell’affitto poiché riceve 450 euro mensili, dal 1° luglio invece riceverà 350 euro. Per una famiglia che sta ancora affrontando le difficoltà della ricostruzione della propria abitazione, la diminuzione del contributo significa intaccare i propri risparmi. I terremotati non hanno scelto la loro condizione e si augurano di tornare prima possibile nelle loro abitazioni, e non vanno visti come persone che vogliono lucrare sul loro disagio».
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