La prima pietra del polo culturale
Finanziato dalla Fondazione Cr Carpi, e il 30 apre la scuola di musica
NOVI. Posata ieri mattina la prima pietra del nuovo Polo Artistico Culturale che riunirà i principali servizi di aggregazione socio-culturale del territorio, puntando soprattutto sui giovani.
La struttura, che sorge a pochi metri dalla scuola di musica che verrà inaugurata il 30 maggio, ridonerà ai cittadini gli spazi culturali e di aggregazione portati via dal sisma, sarà antisismica e farà uso di fonti rinnovabili. La biblioteca comunale, il centro giovani con sala prove per band locali, la Proloco e l’Ufficio Cultura saranno riuniti in un unico complesso di circa 700 metri quadri. L’intero immobile, realizzato e di proprietà della Fondazione Cr Carpi, verrà destinato a uso pubblico e gestito dal Comune. E la stessa Fondazione ha destinato 1.480.000 euro del proprio patrimonio, così come ha fatto negli interventi analoghi a Carpi per l’Auditorium San Rocco e la Casa del Volontariato e Soliera con la Casa della Cultura e delle Associazioni. Gli allestimenti interni sono a carico dell’amministrazione che userà le donazioni, tra cui il contributo di 150mila euro della società Autostrade del Brennero. Il corpo centrale del Polo Artistico Culturale ospiterà la biblioteca e una zona multimediale. Per i piccini ci sarà poi un’area con audio-libri e giochi didattici. Mentre nell’ala est sarà realizzato il centro giovani con sala prove annessa. L’emeroteca si troverà nell’ala ovest insieme ad uno spazio libero attrezzato con wi-fi, televisione, distributori automatici e pannelli espositivi per mostre. La consegna del Polo Culturale è prevista per fine anno e i lavori sono realizzati da Garc. Presenti ieri alla posa della prima pietra, Giuseppe Schena e Gian Fedele Ferrari, rispettivamente attuale e precedente presidente della Fondazione Crc, e il sindaco Luisa Turci.
«Nel contesto difficile della crisi, la cultura rischia di essere la grande penalizzata. La Fondazione ha pertanto voluto dare stabilità alle attività culturali», ha detto Schena. «Finalmente la cultura novese torna a casa, in uno spazio moderno, più ampio e meglio fornito di quello precedente», ha aggiunto il sindaco Turci.
Serena Arbizzi
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