La sfida: dai reparti all’intensità di cura Al centro il paziente
Zanaroli: «Un lungo lavoro, ma per gli utenti non cambia» Non varia la mission pubblica, uguale per tutta la Regione
SASSUOLO. L’ultima sfida dell’ospedale di Sassuolo è recente: trasformarsi, organizzarsi “per intensità di cura”. Non si è trattato di un cambiamento semplice: professionisti e infermieri su tutti erano abituati ad un lavoro di settore, di reparto, nella propria nicchia.
«È stato un lungo lavoro di preparazione – spiega il direttore generale dell’ospedale Bruno Zanaroli – durante il quale si sono succeduti incontri con professionisti, incontri con tutti gli operatori, decine di tavoli per mettere a punto il cambiamento, superare le difficoltà delle storie professionali di ognuno. Adesso i primi mesi stanno dando responsi positivi perché alla fine, soprattutto per gli utenti, non è cambiato molto». La nuova organizzazione vede un’area rossa ad alta intensità di cura e multidisciplinare (pazienti con problemi di natura cardiologica, pneumologica, di medicina d'urgenza e post operati); un'area verde e media intensità di cura (pazienti con problemi di natura medico internistica o di medicina d'urgenza); un'area blu a media intensità di cura (pazienti con problemi di natura medico internistica, cardiologica e pneumologica); un'area rosa per le degenze di ostetricia e pediatria; un'area lilla a media intensità di cura (per ricoverati con problemi di naura chirurgica e urologica); un'area arancione a media intensità di cura (per pazienti ortopedici e con problemi di chirurgia plastica); un'area gialla a media intensità di cura (pazienti con problemi di natura ginecologica, proctologica, otorinolaringoiatrica e degenze brevi).
«Lo scopo principale è stato raggiunto – aggiunge Marco Grandi, coordinatore dell'area medica dell'ospedale cittadino – e a questo risultato si è arrivati grazie alla collaborazione di tutti i professionisti e degli infermieri, che sono stati fondamentali nel progetto. Credo, inoltre, che questo tipo di organizzazione e di collaborazione tra le varie equipe alla lunga sia un arricchimento per tutti noi. Restano da superare alcune criticità organizzative fuori dall'area rossa, dove il cambiamento è stato già metabolizzato ma credo che i tempi per questo saranno abbastanza rapidi».
I prossimi mesi saranno importanti per questo nuovo modello organizzativo a livello regionale, che, è giusto dirlo chiaramente, ha il paziente al centro delle attenzioni e più le sue patologie sono gravi e maggiori saranno le attenzioni e le cure 24 ore su 24 che otterrà senza spostarsi dal reparto assegnato.
«I professionisti – ribadisce il direttore generale Bruno Zanaroli – hanno capito la diversità gestionale che è stata adottata, una diversità che non ha per niente variato la mission pubblica dell'ospedale, che rimane quella di tutte le altre strutture della Regione. La cosa importante che emerge ancora una volta è come il modello gestionale della nostra struttura abbia funzionato fin dalla sua nascita e continui a funzionare generando consensi e plausi». (a.s.)
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