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Quattro famiglie unite per garantirsi un sostegno

di Laura Solieri
Quattro famiglie unite per garantirsi un sostegno

Quattro famiglie, una storia di solidarietà reciproca da esempio per tutti. Nuove forme di convivenza che si sperimentano per scoprire quando la vicinanza diventa attiva

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MODENA. Quattro famiglie, una storia di solidarietà reciproca da esempio per tutti.

Nuove forme di convivenza che si sperimentano per scoprire che quando la vicinanza diventa attiva è tutta un'altra musica: lo sanno bene Maddia, 66 anni, Miria, 64 anni e Rossana, 51 anni, socie dell'associazione Uildm di Modena, affette da atrofia spinale, residenti nello stesso condominio di via Terranova, a Modena. «Tutte e tre abbiamo un'assistente familiare giornaliera, individuale, e io ho anche un'assistente di notte - racconta Rossana Roli - Nel 2010 ho perso mio padre, punto di riferimento per tutti gli aspetti di gestione della quotidianità e soprattutto per l'assistenza notturna per cui, da allora, ho anche un aiuto durante la notte. Ho sempre sostenuto la necessità, per le persone come noi, con problemi di autonomia motoria ma capaci di autodeterminazione, di mantenere una vita nei limiti del possibile indipendente. Io tra le altre cose ho 51 anni e come tutte le persone della mia età è arrivato il momento di occuparmi di mia madre, che non può più occuparsi di me come una volta per ovvi motivi».

Il tempo passa e i genitori di queste tre donne non possono più garantire loro un supporto fisso: l’indipendenza, l'autonomia e l'autodeterminazione delle tre amiche sono messe a repentaglio dalla fragilità che i loro nuclei famigliari acquisiscono con il passare degli anni, come avviene seguendo le fasi della vita.

Maddia, Miria e Rossana però hanno una certezza: desiderano rimanere nei loro appartamenti e non compromettere in alcun modo i legami familiari, le amicizie, gli spazi e le autonomie conquistate negli anni.

Ecco allora che arriva un’idea, una grande idea che le tre donne riescono a concretizzare su iniziativa della Uildm e con la collaborazione di Unicapi e Comune di Modena, grazie alla realizzazione di un progetto di Vicinanza Attiva che si è posto come fine quello di arrivare ad una soluzione condivisa.

Obiettivo: sperimentare una nuova modalità di gestione dell'assistenza che preveda un coinvolgimento sociale maggiore delle persone addette all'assistenza attraverso la vicinanza fisica dei nuclei famigliari degli assistiti e degli assistenti stessi.

E così a Rossana viene in mente una soluzione vantaggiosa sia dal punto di vista economico che sociale: interpella la signora che le fornisce assistenza notturna, che si rende disponibile a garantire a Maddia, Miria e Rossana un sostegno di buona vicinanza e di solidarietà sociale al di là dell'impegno lavorativo dedicato all'assistenza di Rossana.

Il progetto si è concretizzato con il trasferimento dell'assistente familiare, di suo marito e dei figli in via Terranova.

«È così che siamo diventati una specie di grande famiglia. Quando posso aiuto i figli di questa signora nei compiti e suo marito si occupa gratuitamente di piccole riparazioni e attività di giardinaggio per me», conclude con un sorriso Rossana.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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