Sei sindaci sposano l’Unione dei Comuni
L’esperienza del distretto socio sanitario 7 fa decollare il piano che punta ad intercettare nuovi finanziamenti
Poca ideologia e tanta pragmatica. Quella concretezza che garantirà la continuità dei servizi, se non addirittura il loro implemento, su un territorio che raccoglie oltre 75mila cittadini. È così che i sindaci dei sei comuni del distretto socio sanitario 7 che comprende Bastiglia, Bomporto, Castelfranco, Nonantola, Ravarino e San Cesario, hanno presentato la partenza del progetto di Unione tra di loro. Sotto la spinta della legge regionale di riordino territoriale, i sei comuni hanno portato sul tavolo dell’Unione i propri punti di forza e i propri punti deboli che proprio grazie a questo “patto” andranno a scomparire. O per lo meno, quello è l’intento.
In sostanza cosa accade? L’Unione permetterà di rendere più efficaci ed efficienti i servizi alla persona partendo dalle singole organizzazioni comunali. Unendosi poi, i comuni potranno accedere ai finanziamenti sovraordinati e di migliorare quindi i servizi resi sia in termini qualitativi che quantitativi. Stefano Reggianini, sindaco di Castelfranco, ha introdotto la parte normativa riguardante l’Unione, sottolineando l’importanza che tale progetto ha nel garantire più risorse umane da utilizzare nei servizi dove ci sono criticità garantendo una copertura totale sul territorio ed una turnazione più efficace. Alberto Borghi, sindaco di Bomporto, ha sottolineato che da tempo le realtà economiche del territorio chiedevano la creazione di questa Unione. «L’obiettivo è quello della distribuzione capillare dei servizi, partendo dall’ascolto delle esigenze dei cittadini. In questi tempi di crisi sono raddoppiati gli accessi agli sportelli sociali, per esempio. Noi in più portiamo in dote l’esperienza della gestione di catastrofi come l’alluvione e il terremoto e un nuovo modo di verifica e controllo del territorio». Federica Nannetti, sindaco di Nonantola ha fatto capire quanto sia forte la volontà di creare questa Unione che può portare solo benefici ad un territorio che geograficamente rappresenta una sfida per conformazione e attitudine. Francesca Silvestri, sindaco di Bastiglia, è la portavoce della realtà più piccola: «ma forse proprio per questo la più pronta all’Unione. Per noi è sempre più complicato garantire i servizi, ora potremmo gestire tutto meglio. Occupandomi di protezione civile, apporteremo una cultura della prevenzione e la gestione dei rischi naturali con una maggiore tutela del territorio». Gianfranco Gozzoli, sindaco di San Cesario ha espresso il desiderio di non trascurare il lato culturale di una tale iniziativa, affinchè non sia solo un’unione amministrativa, comprendendo che non sarà una cosa attuabile nell’immediato. Di unione senza confini culturali e burocratici ha parlato anche il sindaco di Ravarino Maurizia Rebecchi. «Tutti devono sentirsi parte dell’unione, soprattutto chi ha piccole realtà dove spesso i servizi sono svolti da una sola persona».
Le sedi dell’Unione saranno collocate sul territorio in modo non centrale ed unitario, il progetto sarà pronto operativamente da settembre.
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