Gazzetta di Modena

Modena

Servizi sociali uguali per tutti i Comuni

di Gabriele Bassanetti ; di Gabriele Bassanetti
Servizi sociali uguali per tutti i Comuni

L’Unione del Distretto Ceramico studia uniformità di trattamento. La gestione delle prestazioni vale dieci milioni di euro

3 MINUTI DI LETTURA





All'inizio del 2015 la funzione dei Servizi sociali è passata all'Unione dei Comuni del distretto ceramico. Vale a dire che la gestione è unica, il dirigente responsabile è uno solo, Flavia Giovanardi, ed è in corso un complesso lavoro per uniformare tutte le procedure, le tariffe e le modalità di accesso ai servizi per Sassuolo, Fiorano, Formigine. Maranello, Prignano, Palagano, Montefiorino e Frassinoro come se si trattasse di un'unica grande città da 120mila abitanti. Non è un passaggio solo formale: si tratta anzi della gestione collegiale di servizi per oltre 10 milioni di euro e oltre ottanta dipendenti. «L'obiettivo – spiega Francesco Tosi, sindaco di Fiorano e responsabile delle politiche sociali per l'Unione - è quello di garantire a tutti gli abitanti degli otto Comuni uniformità di trattamento, secondo un principio base che è quello della solidarietà collettiva e della progressività della contribuzione: chi ha meno paga meno». «Uniformare otto territori così diversi – ammette Tosi – non è sempre facile e non sarà indolore per tutti. Magari qualcuno si troverà a pagare tariffe più basse, qualcuno più alte, ma sempre in un'ottica migliorativa per l'intero distretto». Ambito per ambito si stanno uniformando, con il lavoro dei dirigenti di tutti i Comuni, tutti i servizi principali. «Il primo su cui abbiamo trovato ormai una disciplina comune – spiega ancora Tosi – è quello della non autosufficienza e dell'assistenza domiciliare, che verrà completamente uniformato a partire dal mese di giugno. Ma lo stesso succederà per altri regolamenti e per le iniziative che in passato venivano prese dai singoli Comuni e che adesso verranno estese a tutta l'Unione». Un esempio recente è rappresentato dai patti sociali per la cittadinanza attiva, l'accordo con cui chi richiede un aiuto economico al proprio municipio si impegna poi a svolgere lavori utili per il Comune e la comunità. Una novità introdotta nel 2014 a Fiorano e ora estesa all'Unione, con la crescita da 23 firmatari dei patti a circa 90 su tutto il territorio. Le perplessità dei cittadini e delle forze politiche in qualche consiglio comunale si sono già manifestate. Il timore è che l'Unione sia una sovrastruttura burocratica che allontana i servizi dalle persone e rende più difficili le soluzioni: «Per il cittadino i punti di riferimento resteranno gli stessi – commenta l'assessore sassolese Antonella Vivi – ma soprattutto ci stiamo rendendo conto che alla fine del confronto su ogni tipo di servizio ne esce una procedura migliorativa per tutti. Quindi mi sento di escludere che l'Unione peggiori le cose, anzi le migliorerà». I servizi sociali sono la parte più importante trasferita finora dai Comuni all'ente sovracomunale. Gli altri al momento sono i servizi informatici, lo sportello unico attività produttive, le affissioni e la protezione civile.

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Gazzetta di Modena per le tue notizie su Google