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Vicenda Cpl, Forlì ora apre il fronte della Nuova Attima

Vicenda Cpl, Forlì ora apre il fronte della Nuova Attima

La città chiede chiarezza sull’azienda presieduta da Rinaldi Ieri interrogato Casari, e Legacoop si appella a Cantone

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CONCORDIA. Viene dalla Romagna un nuovo filone problematico connesso alla vicenda di Cpl. Ovvero la richiesta del Comune di Forlì di vederci chiaro anche nella Nuova Attima, la superpotenza dei servizi cimiteriali che dal 2014 risulta presieduta proprio da Maurizio Rinaldi, il manager defenestrato di Cpl Concordia oggi agli arresti domiciliari. Nuova Attima - che non risulta sotto inchiesta - gestisce pressochè ovunque i cimiteri, in una condizione che oggi l’amministrazione comunale di Forlì chiede di chiarire. Il Comune romagnolo è preoccupato delle possibili conseguenze dell'indagine della procura di Napoli sulla Cpl che in città ha in affidamento alcuni servizi e sui suoi ex manager .

Il tutto mentre ieri in carcere a Modena Roberto Casari è stato interrogato per due ore dal Gip Romito. Un interrogatorio di garanzia che potrebbe tradursi, come auspicano i difensori, in una attenuazione della misura cautelare.

Chi ha collaborato negli interrogatori a Napoli e in quelli modenesi è certamente l’ex manager di Cpl Francesco Simone. Tanto che la Procura di Modena, oggi titolare dell’inchiesta, ha deciso lunedì, letti gli atti, di interrogare solo lui, e non Verrini o Rinaldi.

Non solo, ieri il procuratore facente funzioni, dottoressa Lucia Musti, ha genericamente espresso “soddisfazione” per quell’’interrogatorio, lasciando intendere che a questo punto non si opporrà alla attenuazione della misura cautelare per Simone, oggi ai domiciliari.

Viceversa, è noto da giorni, Musti e i colleghi Mazzei e Nicolini hanno si sono opposti con un appello al Riesame di Bologna agli arresti domiciliari concessi a Verrini e Rinaldi, chiedendo che vengano riportati in carcere.

In attesa dei nuovi sviluppi - ma la mole di lavoro dei carabinieri del Noe ha già documentato e chiarito nei dettagli gran parte della vicenda - c’è grande attesa per l’incontro di domani tra la nuova dirigenza della Cpl e il presidente dell'Autorità nazionale anti-corruzione, Raffaele Cantone.

Ieri Legacoop si è appellata a Cantone e al prefetto di Modena, affinchè, nell'incontro decidano di sospendere l'interdittiva antimafia che ha portato all'esclusione di Cpl Concordia dalle white list: «Abbiamo prodotto uno sforzo per evitare che l'interdizione che è stata emessa il 24 aprile possa provocare danni inenarrabili a 1.800 Lavoratori. Già 120 sono stati messi in cassa integrazione e, se questa interdittiva non venisse tolta presto, c'è il rischio che 800-900 persone possano perdere il lavoro, per niente», avverte il presidente regionale di Legacoop, Giovanni Monti. E oggi, rafforzando questo fronte, interverranno con lo stesso appello i sindaci della Bassa. (ase)

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