Casa Serena, addio eredità al Comune gli spiccioli
Solo 70mila euro dal testamento Lolli. I parenti di quarto grado si sono opposti e il giudice ha riconosciuto i loro diritti. Dubbi sul futuro della nuova casa protetta
Addio soldi per la nuova casa di riposo sassolese. Come tanti ricorderanno nel corso della passata legislatura si era parlato di “eredità Lolli” (con cifre intorno al milione di euro) che avevano fatto balenare l'idea all'ex sindaco Luca Caselli e all'assessore ai servizi sociali Giorgio Barbieri che si fossero le condizioni per progettare una nuova “Casa Serena”. Purtroppo il Comune si accontenterà di soli 70 mila euro, con una transazione per la causa civile promossa dagli eredi Lolli per l’annullamento del testamento olografo. Ad approvare lo schema di transazione è stata la Giunta comunale, con delibera numero 55 del 5 maggio scorso pubblicata all’albo pretorio. I 23 maggio del 2010 era deceduta Lolli Lilia, priva di eredi legittimari, che aveva lasciato un testamento olografo nel quale nominava unico erede l’“istituto Casa Serena di Sassuolo” gestito direttamente dal Comune. I beni oggetto della successione, secondo la descrizione fornita dal tutore della signora Lolli, erano: quota pro indiviso di 1/4 su un complesso immobiliare di Milano, via Ludovico d’Aragona e via Pordenone 32, censito in categoria D/1 dalla rendita catastale di euro 40.251,36, utilizzato come uffici e laboratori; due appartamenti censiti in categoria A/2 utilizzati per abitazione dai comproprietari ed una autorimessa della superficie di 60 metri nell’interrato; liquidità, titoli e crediti di circa euro 150.000, al netto delle passività; gioielli familiari, inventariati al momento dell’assunzione della tutela, di modesto valore. Parenti di quarto grado della signora Lolli, però, hanno presentato opposizione al tribunale di Modena al fine di ottenere la nullità del testamento olografo del 21 dicembre 1989, con il quale la signora Lolli ha nominato proprio erede universale Casa Serena “per difetto di autografia” e, con questo dichiarare aperta la successione legittima dell’eredità in favore degli eredi legittimi della stessa. C'è anche stata la richieste di un perito calligrafico nominato dal tribunale che ha dichiarato che «Il testamento olografo in data 21.12.1989 a firma Lolli Lilia è apocrifo. Esso non è stato redatto in alcuna parte dalla predetta Lolli Lilia». A questo punto i legali delle due parti hnno raggiunto un accordo in quanto «contestare con successo la perizia – è scritto nella delibera di giunta - che ha accertato la falsità del testamento olografo, risulta processualmente e di fatto altamente improbabile; il Comune introita una somma di 70.000 euro, invece di perseguire in un contenzioso gravoso e incerto».
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Gazzetta di Modena per le tue notizie su Google
