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«Da quei tre rapinatori vogliamo 16 milioni»

SERRAMAZZONI
«Da quei tre rapinatori vogliamo 16 milioni»

Serra. È la richiesta del legale della famiglia assaltata in villa da una banda Vennero recuperati i vasi etruschi ma non i gioielli valutati da un esperto

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SERRAMAZZONI. È una rapina che ha lasciato sotto choc un paese intero per la violenza con cui fu perpetrata, con genitori legati e pistola puntata alla tempia del figlio. E ora se ne chiede conto in un'aula di Tribunale, con danni che sfiorano i 16 milioni di euro. Si è tenuta ieri la prima udienza del processo con rito immediato per due dei tre uomini arrestati a dicembre dalla polizia per il blitz da incubo del marzo 2014 in una villa di Serramazzoni. Si tratta di Salvatore Loreto, imprenditore edile 51enne di Sant'Agata Bolognese, con una condanna già in giudicato per associazione a delinquere di stampo mafioso, e Aires Gilioli, geometra modenese 65enne incensurato considerato l'architetto del colpo. Il 59enne Adriano Pasqual di San Donà di Piave invece, legato in passato alla mala del Brenta, ha preferito il rito abbreviato con un'udienza ancora da fissare. Non sono gli unici accusati del colpo nella casa del facoltoso imprenditore, visto che proseguono le indagini alla ricerca di almeno tre complici. Secondo gli inquirenti, Gilioli, dopo aver mediato la vendita di un immobile della vittima, sarebbe entrato in lite per il pagamento incompleto della quota concordata. A quel punto, sapendo che in casa l'imprenditore aveva gioielli e reperti di grande valore, avrebbe organizzato il colpo, facendo passare Loreto per un collezionista svizzero interessato ad acquistare i preziosi. Ma il giorno fatidico, mentre il finto acquirente finse di aspettare una delegazione, si presentarono alla porta quattro uomini travestiti da finanzieri, che una volta dentro diedero vita all'incubo terrorizzando imprenditore, moglie e figlio minorenne. Il bottino fu ingente: otto vasi e gioielli etruschi preziosissimi, più altri monili. La polizia ha recuperato gran parte della refurtiva, ma si cercano ancora i gioielli etruschi. Per questi, la famiglia ha dato mandato all'avvocato pavullese Fausto Gianelli di costituirsi parte civile chiedendo 15 milioni di danni secondo la perizia stilata da Armin Silbernagl, noto esperto milanese. In più i danni morali, che fanno lievitare il conto a 15,7 milioni. L'udienza è stata aggiornata al 17 giugno per l'assegnazione della perizia sulle intercettazioni, poi si passerà all'audizione dei testimoni. «Ho accolto quest'incarico a tutela della famiglia – osserva l'avvocato Gianelli – non solo per il danno enorme che ha subito, ma anche perché quest'episodio segnò un'escalation per il Frignano, fino a quel momento estraneo a rapine di tale violenza».

Daniele Montanari

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