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Panzani ha lasciato Ceramiche Ricchetti

Il presidente e Ad ha chiuso il mandato di 5 anni dopo la scomparsa di Zannoni: al suo posto Lodetti

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Alfonso Panzani è uscito, dopo cinque anni da presidente e amministratore delegato, dal consiglio di amministrazione del Gruppo Ceramiche Ricchetti. La notizia è stata ufficializzata dopo l'assemblea del gruppo, quotato in Borsa.

Ma l'uscita di Panzani dal Consiglio e dalle cariche era già annunciata da quando era stata pubblicata, il 13 aprile scorso, la lista dei candidati alla nomina di componente del Consiglio di amministrazione, fra i quali non figurava più il suo nome. L'8 maggio scorso l'assemblea ha approvato quella lista e ha nominato Andrea Zannoni presidente del Cda e Andrea Lodetti amministratore delegato. Andrea Lodetti, il nuovo amministratore del gruppo, è laureato in ingegneria aeronautica al Politecnico di Milano e ha conseguito un master in business administration alla Bocconi. Ha precedenti esperienze in diverse aziende del settore aeronautico, è stato manager in Bain & Company e ha ricoperto il ruolo di direttore generale in una importante azienda italiana del settore arredo. Gli altri componenti del consiglio direttivo sono Annalisa Catelani, Franco Vantaggi, Davide De Marchi e Anna Zannoni. Si chiude così il quinquennio di Panzani, il primo presidente del gruppo Ricchetti, a cui fa capo Cisa Cerdisa, dopo la scomparsa improvvisa del titolare Oscar Zannoni, il 23 settembre 2009. Panzani subentrò alla guida del gruppo una settimana dopo, avendo comunque già ricoperto la carica di amministratore dal 2000 e avendo sviluppato buona parte della sua carriera ceramica in Cisa Cerdisa. Alfonso Panzani è anche il titolare delle ceramiche Settecento Valtresinaro di Fiorano ed è stato per quattro anni presidente di Confindustria Ceramica.

Non sono stati ufficializzati i motivi dell'avvicendamento al vertice del gruppo Ricchetti, ma le voci più consistenti sostengono che l'ormai ex Ad abbia ritenuto concluso il proprio percorso dopo cinque anni e soprattutto abbia ritenuto raggiunto l’obiettivo di garantire la stabilità aziendale, dopo avere assunto l’incarico in un particolare momento di difficoltà dovuto all'improvvisa scomparsa del presidente storico. Va infine ricordato che gli eredi Zannoni, la famiglia del compianto proprietario, detengono tuttora la maggioranza azionaria con il 62 per cento delle azioni ordinarie.

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