Forghieri: La causa dei mali non è Renzi Pesano scelte passate
Giovane e in rampa di lancio dai banchi del consiglio comunale, Marco Forghieri la sua idea di Pd ce l’ha in tempi di crisi: «Calo degli iscritti, diminuzione dei volontari alle feste, diminuzione...
Giovane e in rampa di lancio dai banchi del consiglio comunale, Marco Forghieri la sua idea di Pd ce l’ha in tempi di crisi: «Calo degli iscritti, diminuzione dei volontari alle feste, diminuzione degli introiti. Si tratta di problemi di oggi ma che vengono da lontano».
È una difesa del renziano della prima ora?
«Non è credibile che la causa di questi mali sia Renzi, anche perché il calo degli iscritti è iniziato dal 2009 ed è un processo irreversibile».
La realtà dei fatti è quella di una politica lontana.
«Io credo che la politica sia capace di avvicinare se dimostra di saper parlare di tematiche che al cittadino interessano. Ogni volta che il partito organizza discussioni su ambiente, traffico, sanità, scuola vediamo che le sale sono piene, viceversa si svuotano quando si parla di noi stessi».
A Modena, ultimamente, i problemi siano più interni che esterni al partito.
«Spiace notare delusione in merito alla chiusura dei circoli, alla riorganizzazione e alla messa in mobilità dei dipendenti ma date queste condizioni è quanto si può fare quando non si è proprietari di niente e si deve fare i conti con affitti insostenibili verso la fondazione di un partito che non esiste più. Si poteva fare diversamente? Forse si poteva creare un partito dotato di un patrimonio da vendere alla bisogna ma ormai è tardi».
A Modena sembra non essere mai troppo tardi per creare delle correnti interne al Pd.
«Io credo che in un partito grande come il nostro ce ne sia bisogno per tenere unite sensibilità diverse, non è il numero elevato di correnti che nascono che mi spaventa, anzi io dico che se il Pd ha un problema con le correnti il problema è che ne ha troppe poche. Anche a livello nazionale preferirei che queste nascessero con uno statuto, dei leader di riferimento, un convegno annuale, un bilancio e si chiudessero le fondazioni dei vari leader che non hanno nessuno obbligo di trasparenza nella pubblicazione dei bilanci».
Se avesse in mano il Pd oggi cosa farebbe per risanarlo?
«Adesso l'unica cosa che si può fare è rescindere qualche contratto di affitto e ridimensionarci. Le scelte di oggi non sono frutto di un gruppo dirigente ingrato verso il passato ma che prende decisioni su cui pesano le ipoteche delle scelte fatte dei dirigenti del passato». (d.b.)
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