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Caso Cpl: Francesco Simone libero, Casari resta in cella

Caso Cpl: Francesco Simone libero, Casari resta in cella

L'ex manager avrà solo l'obbligo di restare a Roma. L'ex-presidente invece resterà in carcere, il gip ha rigettato la richiesta di libertà

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Dopo il trasferimento in carcere a Modena, l’autorizzazione data dal giudice Romito per trasformare la reclusione in arresti domiciliari e la volontà di collaborare emersa durante il primo interrogatorio con la procura, Francesco Simone è stato rimesso in libertà. Lo ha deciso il gip, recependo l’istanza di scarcerazione da parte del legale del manager. E sulla scelta incide anche l’atteggiamento dei magistrati, che già avevano deciso di non opporsi ai domiciliari e anzi avevano avallato una forma di domiciliari “soft” in cui Simone avrebbe avuto la possibilità di uscire di casa in momenti precisi della giornata per accudire i figli. Il giudice ha invece valutato che la situazione di Simone è piuttosto fluida e ha quindi disposto soltanto l’obbligo di dimora a Roma con alcuni vincoli per certificare la sua presenza nella Capitale. Potrà quindi lavorare - evidentemente ha in essere alcune collaborazioni dopo la burrascosa separazione con Cpl, destinata alle aule di tribunale - e occuparsi della famiglia.

Oggi, invece, al tribunale del Riesame di Bologna, sarà valutata la posizione di Maurizio Rinaldi. Il suo avvocato ha infatti inoltrato richiesta di scarcerazione a causa di un vizio di forma legato al dispositivo del Riesame di Napoli, che aveva disposto il trasferimento dell’inchiesta a Modena fuori tempo massimo nel tentativo di rimediare all’errore di attribuzione alla Direzione Distrettuale Antimafia. In serata è attesa la decisione dei giudici bolognesi.

Carcere confermato sino a data da destinarsi invece per l'ex presidente Roberto Casari I suoi legali hanno proposto un’attenuazione delle misure cautelari, ma anche durante l’interrogatorio di garanzia l’ex presidente di Cpl avrebbe rigettato tutte le accuse che gli sono state mosse. Per il momento quindi secondo il gip non sussistono le condizioni per la remissione in libertà

La difesa di Roberto Casari, ex presidente di Cpl Concordia, annuncia che contro la conferma della carcerazione "presenterà immediatamente ricorso al Tribunale di Modena, anche in considerazione del fatto che il Tribunale di Napoli, in precedenza investito del ricorso de libertate, non ha esaminato il merito delle contestazioni, limitandosi a riconosce la propria incompetenza territoriale". La difesa - avvocati Luigi Chiappero, Massimo Vellani, Luigi Sena e Stefania Nubile - "non può fare a meno di osservare che la revoca della detenzione carceraria o domiciliare solo per alcuni indagati appare fortemente sperequativa. E' evidente - prosegue - che il pericolo di inquinamento delle prove non può sussistere esclusivamente nei confronti di Roberto Casari, che non ricopre alcun incarico in seno alla cooperativa da ben 5 mesi e non ha neppure rapporti di conoscenza con i dirigenti che lo hanno sostituito, solo per avere questi fornito una prospettazione alternativa dei fatti rispetto all'ipotesi accusatoria"

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