L’appoggio a Renzi che divide il Pd a caccia di nuovi volti
Meno di un mese per scegliere il segretario comunale ma la mappa è complicata. La Sinistra ripropone la Arletti
Prendiamo anche solo un anno fa, quando Matteo Renzi a Modena era visto ancora come fumo negli occhi e la campagna elettorale si era distinta particolarmente tra le due anime del Pd, quella “resistente” da dove nacque la candidatura di Gian Carlo Muzzarelli e quella renziana che trovò in Francesca Maletti il nome da mettere in prima linea. In un anno, a partire da Roma, si è visto come senatori e parlamentari, Stefano Vaccari e Giuditta Pini per fare due nomi, siano diventati renziani di voto ma non di fatto. Si è visto come lo stesso sindaco Gian Carlo Muzzarelli abbia ultimamente dato segni di renzismo spinto, scontrandosi anche col suo capogruppo Paolo Trande. Sono segnali di un cambiamento che la geografia politica del Pd sta attraversando. E questo passaggio per Modena è reso ancora più complesso da un momento storico di grave difficoltà già analizzato in queste settimane: circoli che chiudono, soldi che mancano, tessere che calano e volti nuovi e credibili da cercare per ritrovare lo spirito giusto.
Il passaggio è quello del segretario cittadino, che una parte avrebbe individuato in Andrea Bortolamasi, il cui peccato originale, secondo i negazionisti, è quello di essere il braccio destro di Stefano Bonaccini. Come Bonaccini, Bortolamasi non ha sciolto riserve, anche perché contestualmente a queste geometrie ne sono subentrate altre. L’ultima in ordine di tempo è quella della Sinistra che si è ritrovata dentro al Pd per mostrare la sua allergia ai modi del premier da dentro e non da fuori, scongiurando altre fughe come quella di Francesco Rocco. Una Sinistra che vorrebbe dire la sua anche con un nome per “misurare la febbre” ad Andrea Bortolamasi. Già da giorni circola il nome di Simona Arletti, fedelissima a Paolo Trande, qualcuno addirittura ha buttato lì il nome del giovane Riccardo Orlandi. Se così fosse Bortolamasi non andrebbe alla “guerra” e si farebbe da parte, anche perché Francesca Maletti non starebbe a guardare e metterebbe subito un nome a lei caro. Situazione, insomma, tutt’altro che chiara.
Davide Berti
@dvdberti
©RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Gazzetta di Modena per le tue notizie su Google