«La cittadinanza? Ai volontari»
La controproposta dopo la ribellione contro Errani, Costi e Gabrielli
SAN FELICE. Dare la cittadinanza ai volontari delle associazioni di volontariato che si sono davvero spesi, nell’anonimato, per la comunità dopo il sisma, e non ad esponenti di partito, peraltro ben pagati. È un po’ questa in sintesi la risposta dei navigaori di facebook che hanno risposto alla consultazione avviata da “San Felice in Movimento”, la lista di minoranza che ha resa nota l’intenzione del sindaco di conferire la cittadinanza onoraria all’ex governatore Vasco Errani, all’assessore regionale Palma Costi e a Franco Gabrielli capo della Protezione civile.
«È inaccettabile che un sindaco, che per il ruolo che riveste si possa permettere di richiedere che delle persone che esprimono una ben nota parte “politica”, siano insignite dell’onorificenza in questione, per meriti, talvolta anche discutibili, che derivano dal loro esclusivo ruolo politico. L’aiuto ricevuto in termini di solidarietà e presenza fisica sui nostri territori dei dipendenti e volontari in forza agli enti quali la Protezione Civile, i Vigili del Fuoco e le Associazioni di Volontariato delle Pubbliche Assistenze (Anpas) è incommensurabile. Inoltre hanno avuto un ruolo fondamentale per riconsegnare il coraggio di andare avanti nelle nostre mani». Per conseguenza, la lista contropropone che il Consiglio Comunale conferisca simbolicamente la cittadinanza a Protezione civile, vigili del fuoco, Anpas ( con particolare menzione e riconoscenza ai volontari tutti, della Croce Blu di San Felice, Medolla e Massa. «Sono tutti loro, che dovrebbero essere citati per nome, ad uno ad uno, che si sono distinti durante i sismi».
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