Si riapre la ferita del Caso pedofili
Domani il convegno con esperti e vittime degli errori giudiziari. Indispettisce i magistrati di Modena: «Tutti assolti? Falso»
«Bambini vittime degli orchi o delle istituzioni?”.
È questo il provocatorio titolo di un convegno dedicato alle due simili e clamorose vicende di Massa e di Rignano Flaminio. Il convegno si terrà domattina presso la sala Leonelli della Camera di Commercio di Modena. Parteciperanno avvocati, magistrati, parlamentari, il viceministro della giustizia, avvocato Enrico Costa, e soprattutto alcuni testimoni e vittime degli errori giudiziari che hanno connotato le due storie.
Evidentemente però in tribunale a Modena, dove la vicenda di Massa venne purtroppo trattata con un approccio controverso e dove c’è ancora qualche nervo scoperto, non è piaciuto affatto il sottotitolo del convegno, laddove si dice “Tutti assolti, nessun responsabile, chi ha sbagliato?”.
Così l’associazione nazionale magistrati ieri ha diramato un comunicato che riapre le ferite: «Con riguardo al titolo del convegno l'Anm Sottosezione di Modena intende precisare alcuni dati processuali relativi ai processi celebratisi a Modena. Il primo processo si è concluso con condanne definitive per sei imputati ed il giudizio di revisione promosso contro la pronuncia definitiva è stato respinto con sentenza della Corte di appello di Ancona. Il secondo processo si è concluso con condanne definitive per cinque imputati ed assoluzione per quattro imputati. Il terzo processo si è concluso con assoluzione ai sensi dell'art. 530 comma 2 c.p.p., e cioè per la insufficiente certezza della prova, con la formula “per non avere commesso il fatto”, formula che riconosce la validità dell'impianto accusatorio quanto alla esistenza degli abusi contestati. In buona sostanza sono stati quindi accertati, con sentenze definitive, abusi sessuali su sette bambini e inflitte condanne, tutte definitive ed espiate, per circa 120 anni complessivi di reclusione. L'Associazione Nazionale Magistrati, pur nel rispetto del diritto di opinione e critica delle sentenze, non può che manifestare grande preoccupazione e perplessità di fronte alla notizia fuorviante contenuta nel titolo del convegno, considerati da un lato i complessivi risultati processuali e, dall'altro, il doveroso rispetto delle giovanissime vittime di gravi reati», sottoscrivono i segretario della sezione Alessandra Mirabelli e la presidente Lucia Musti.
Vista l’autorevolezza di tanti relatori, l’attacco ha innescato la replica del prof Claudio Alberghini, docente di mediazione famigliare, esperto dell’ Osservatorio Nazionale per l'infanzia e l’adolescenza, lui stesso relatore, oltre che presidente Area Family Adr Onlus e dal segretario, avvocato Gianni Casale: «Leggiamo con grande stupore un comunicato dell’Associazione nazionale magistrati.Con grande rispetto, e in punta di piedi, ascolteremo dagli illustri relatori, rispetto ai singoli casi, ricostruendo le vicende di Don Giorgio Govoni della famiglia Covezzi e delle maestre di Rignano Flaminio, processi già conclusi, con sentenze passate in giudicato. Lo scopo del convegno, è approfondire gli accadimenti che hanno provocato tanto dolore in tutte le famiglie coinvolte. La nostra associazione auspica in questo modo attraverso un dialogo costruttivo di contribuire ad evitare in futuro situazioni analoghe, ricostruendo il ruolo dei servizi sociali, del tribunale dei minorenni, degli psicologi degli psichiatri e dei media». Tra i relatori al convegno, che apre alle 9.30, la dott. Fasano, magistrato della Corte di Cassazione, la dottoressa Matone, sostituto procuratore generale presso la Corte di Appello di Roma, il prof Mendicini, docente di clinica pediatrica all’Università La Sapienza, il dottor Buffone, magistrato e docente a Milano. A raccontare il loro calvario concluso con un’assoluzione la maestra Puci di Rignano Flaminio e la maestra Lorena di Massa, oltre a saggisti, giuristi ed esperti. Per cercare di comprendere quanto, anche in alcune sentenze cerchiobottiste, non è ancora un patrimonio condiviso.
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