Troppi morti, mancherà anche don Rovatti
Al convegno di domani avrebbe dovuto intervenire anche don Ettore Rovatti, il parroco di Finale deceduto lunedì e che difese don Giorgio e le persone innocenti di Massa, scrivendo un libro subito...
Al convegno di domani avrebbe dovuto intervenire anche don Ettore Rovatti, il parroco di Finale deceduto lunedì e che difese don Giorgio e le persone innocenti di Massa, scrivendo un libro subito fatto ritirare e attirandosi ovviamente racconti che lo volevano - pure lui... - al centro degli inesistenti riti satanici nei ci miteri della Bassa, nel castello di Finale, nel parco e alla ex Bellentani di Massa... Don Rovatti aveva colto e descritto il nucleo ideologico dello scontro, ovvero da una parte una concezione atea e statalista dei minori e dall’altra una concezione incentrata sulla famiglia.
Sullo sfondo anche l’inesperienza e i conseguenti errori procedurali e approcci a volte risentiti (della serie “se critichi vuol dire che ai riti satanici c’eri anche tu, quindi occorre subito dimostrarlo”...) delle persone che condussero le prime indagini, facendosi trascinare in un vortice che è sfociato nell’incredibile, persino nel ridicolo. Con un danno irreparabile a quanti in quel vortice erano stati presto invischiati e anche alla necessaria e legittima scoperta e repressione degli abusi - quelli veri - sui minori, anche in ambito sacerdotale. Le comunità hanno poco alla volta riassorbito la ferita, ma sul campo restano troppi morti, troppo dolore, troppe famiglie spezzate per sempre. E - solo da ultimo - danni economici incalcolabili, per i costi che la rincorsa a quelle fantasie comportò (comunque a beneficio di qualcuno, è logico supporre). In questo senso la storia di Lorena Morselli è drammaticamente emblematica. Per chi è disposto ad ascoltarla. s’intende.
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