Via San Pietro, tre ipotesi per riqualificare l’area
Il sindaco: «Stiamo verificando se sarà possibile cambiare la destinazione d’uso» Dalla caserma dei vigili urbani alla sede di una scuola o della Guardia di Finanza
L’ex palazzo di via San Pietro è stato al centro dell’incontro tra la giunta comunale e il quartiere Braida. Il “palazzone verde”, salito agli onori delle cronache per il degrado e la costante presenza di spacciatori e delinquenti, oggi non c’è più. Fu infatti espropriato dalla giunta Pattuzzi, con il progetto di realizzarvi la caserma dei vigili urbani e la sede della croce rossa, e successivamente abbattuto. Diversi anni sono passati ma l’area si presenta ancora come uno spiazzo vuoto e abbandonato.
«Al momento stiamo cercando di capire quale sia la situazione – ha spiegato il sindaco Claudio Pistoni – L’appalto per la caserma dei vigili, pronto per partire, è stato bloccato dalla giunta Caselli per mancanza di fondi e la ditta Baschieri chiede circa 700mila euro di danni. Io quella caserma non la vorrei realizzare perché il Comune ha tanti spazi inutilizzati e da riqualificare che possono ospitare uffici e servizi (per i vigili l’ipotesi è l’ex caserma carabinieri di via Pretorio). Quello che resta da capire è se sia possibile cambiare la destinazione d’uso di un lotto che il Comune ha espropriato con uno scopo preciso».
Cambiare la destinazione, anche solo per realizzare un parcheggio o un’area verde (ma si parla anche di una sede per la scuola Vittorino da Feltre, utilizzando anche l’area ex mensa), nel caso fosse consentito, potrebbe comportare due diverse spese: un adeguamento delle indennità di esproprio e, soprattutto, il rischio di dover pagare i danni alla ditta Baschieri. Qualora invece il cambio non fosse consentito il Comune si troverebbe costretto a chiedere un prestito e a spendere i pochi risparmi che sta cercando di accantonare per realizzare un’opera definita da più parti inutile. Terza via, ancora in alto mare, quella di realizzare sul terreno di via San Pietro la caserma della Guardia di Finanza, a spese del ministero e con un cambio di destinazione tutto sommato modesto e più facilmente giustificabile davanti ai giudici che devono decidere i ricorsi dei proprietari espropriati.
Durante l’incontro il sindaco ha parlato anche della possibilità di acquistare ed abbattere il palazzo di via Circonvallazione 189, altro simbolo del degrado di Braida, chiuso da anni ma con unità abitative in mano a decine e decine di proprietari diversi. Anche per “il 189” la via più veloce sarebbe l’esproprio, con la necessità però, anche qui, di identificare una destinazione d’uso che lo giustifichi e che sia poco onerosa per le casse pubbliche.
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