Maniaco esibizionista al parco tra i bambini, è choc
FORMIGINE. È successo mercoledì, nel primo pomeriggio quando, al parchetto riservato ai cani, che si trova all’incrocio tra via Don Franchini e via Viazza a Magreta, un uomo ha iniziato a masturbarsi...
FORMIGINE. È successo mercoledì, nel primo pomeriggio quando, al parchetto riservato ai cani, che si trova all’incrocio tra via Don Franchini e via Viazza a Magreta, un uomo ha iniziato a masturbarsi di fronte a donne e bambini. «Avevo portato lì il mio cane- racconta una delle donne presenti - quando ho notato davanti all’ingresso del recinto, un uomo che mi fissava con insistenza, aveva la cerniera dei pantaloni aperta e si stava toccando».
L’uomo, di circa sessant’anni si è posizionato all’esterno del recinto che circonda il parchetto e con la patta dei pantaloni aperta, ha iniziato a masturbarsi. «Non ero sola, c’erano anche altre persone che avevano portato lì i cani- continua la donna - ciò che più mi ha sconvolta è che lui non era solo. C’era al suo fianco un bambino, di circa sei, forse suo nipote».
I testimoni, dopo un primo momento di sconcerto, hanno cominciato ad urlargli di smetterla e di vergognarsi. «Quando abbiamo cominciato ad urlargli contro- aggiunge la donna- è salito con il bimbo su un’auto e si è allontanato».
I presenti hanno pensato che tutto fosse finito lì e in un primo momento si sono limitati a commentare allibiti i fatti a cui avevano assistito. Ma poco dopo l’uomo è tornato e ha ricominciato, sempre all’esterno del recinto, di fronte anche ad altre persone. A quel punto è stato richiesto l’intervento dei carabinieri, che accorsi prontamente sul posto hanno raccolto le deposizioni e la denuncia dei presenti.
Dalle prime indagini sembrerebbe che l’uomo non fosse nuovo ad atti del genere e che avesse collezionato più di una denuncia per lo stesso motivo. «È assurdo sapere che in pieno giorno- afferma G.L. che abita nelle vicinanze del parchetto- in un luogo pubblico questi malati facciano certe cose. C’è d’aver paura per i nostri nipotini». Ciò che viene da chiedersi è come sia possibile che un bambino fosse lasciato in compagnia di un soggetto del genere, con diverse denunce per atti osceni a suo carico.
Martina Algeri
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