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Pd, nascono gli ecologisti: «Più fermate per Gigetto»

Pd, nascono gli ecologisti: «Più fermate per Gigetto»

Simona Arletti e Stefano Vaccari presentano l’associazione politica “ecodem” Tra le proposte l’ampliamento del trenino: «Uno stop anche al parco Amendola»

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Sono esponenti del Pd, si professano ecologisti e sostenitori del partito, ma hanno deciso di declinare anche a Modena alcune proposte che tengano conto più di logiche ambientaliste che di dettami del partito.

Sono battaglieri la consigliera comunale Simona Arletti e il senatore Stefano Vaccari - entrambi assessori all’ambiente nelle passate giunte comunali e provinciali - esponenti di punta degli Ecologisti Democratici che ora esistono anche a Modena di nome e di fatto. Una nuova corrente che si affianca alle tante già esistenti? Questa è certamente più trasversale, non basata sui nomi ma sugli argomenti. L’associazione politica di riferimento è quella regionale, attraverso la quale si organizzeranno eventi e momenti di riflessione, il partito dentro al quale stare è il Pd: «Nessun dubbio, ma diciamo la nostra», ripetono. E stanno già ricevendo diverse adesioni, come quella del sindaco di Castelfranco Stefano Reggianini: tutti democratici che vogliono caratterizzare la loro azione politica anche con scelte che abbiano alla base l’ambiente e le energie sostenibili.

Uno strappo al partito? Vaccari chiarisce: «Assolutamente no, gli Ecodem esistono da sempre. Mettiamo in evidenza alcune sensibilità e potrà capitare che ci si discosti leggermente da ciò che dice il partito. Tutto nell’ambito del confronto costruttivo».

Primo punto di dissonanza con il sindaco Muzzarelli, ad esempio, è il caso di Gigetto: «Ci sta - spiega Simona Arletti - che i comuni maggiormente coinvolti vedano un superamento di questo servizio, noi pensiamo che la strada per migliorarlo non sia rottamarlo ma potenziarlo. Per questo mi immagino, per il trenino da Modena a Sassuolo, un rinnovo dei mezzi e la possibilità di avere più fermate in città, come ad esempio nella zona del parco Amendola». Proposta che farà certamente discutere. Aspetti da chiarire, spiegano, anche sulla Campogalliano-Sassuolo e sulla Cispadana: «L’approdo finale del progetto della Cispadana, collegamento previsto dal 1967, nel tracciato e nella dimensione dell’autostrada, sconta i meccanismi perversi di finanziamento e realizzazione di opere pure estremamente necessarie alle comunità. La rigorosa richiesta di mitigazione degli impatti, il grande lavoro di confronto sui tracciati, per assicurare la sua effettiva utilità alle comunità regionali e locali, rende sostenibile l’impatto comunque non irrilevante dell’opera. Oltre agli stessi perversi meccanismi di finanziamento delle opere infrastrutturali pubbliche già rilevati per la Cispadana, la bretella Campogalliano-Sassuolo presenta problemi di impatto ambientale, economico e sociale da riconsiderare alla luce delle effettive aggiornate necessità di collegamento dell’area. Riteniamo sia oggi prioritario assicurare la realizzazione del primo stralcio funzionale dell’opera, indispensabile per collegare, attraverso le opere accessorie inserite nel progetto approvato e parte degli accordi sull’alta velocità ferroviaria, l'autostrada A22 Modena-Brennero e il nuovo scalo intermodale ferroviario di Marzaglia».

Davide Berti

@dvdberti

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