S.Agostino, duello felpato ma le divisioni restano
Davanti a una platea piena a metà si sono affrontati i sostenitori di due teorie sul futuro delle biblioteche storiche modenesi. Non si è trovato l’accordo
Capita davvero in ben poche città che si discuta con veemenza del futuro delle biblioteche. Accade a Modena da mesi, intorno al progetto di S. Agostino sul quale la Fondazione Cassa di risparmio vuole investire 62 milioni. Oggi il cantiere, dato per imminente, è in realtà fermo in attesa del Tar e ieri presso la Fondazione Marco Biagi si sono “scontrati” per la prima volta nello stesso incontro i favorevoli allo spostamento all'ex ospedale delle biblioteche Estense e Poletti e chi dice che il progetto è errato. Sul Sant'Agostino si è svolto un match culturale senza esclusione di colpi, pur con i toni felpati che di solito utilizzano gli studiosi. I favorevoli al progetto – Alessandro Bertoni, consulente per 14 progetti di biblioteche – pensano che occorra approfittare della larga erogazione della Fondazione per migliorare la situazione delle due biblioteche. I contrari – era presente Giorgio Montecchi, docente di biblioteconomia alla Statale di Milano – al trasferimento delle biblioteche invece ritengono che il progetto sia già vecchio perché occorrerebbe intervenire su una pesante digitalizzazione dei materiali. Tra loro un arbitro: Antonella Agnoli che ha bocciato la biblioteca di Birmingham citata da Bertoni come esempio virtuoso e ha proposto che Sant'Agostino diventi luogo di fruizione di tutte le biblioteche di Modena.
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«Lo Stato – spiega Bertoni – non si prende cura delle sue biblioteche e non dobbiamo fare vincere il partito di chi non vuole mai realizzare nulla. All'estero le biblioteche le costruiscono eccome. Occorre rinnovare i servizi di Estense e Poletti perché solo a parole di parla del loro patrimonio come del petrolio culturale. Devono essere anche più attrattive. Qual è l'alternativa al progetto? Si sta perdendo l'occasione di un ingente finanziamento giunto al progetto esecutivo». Giorgio Montecchi è contrario al trasferimento: «Estense e Poletti devono tenere presente il loro pubblico internazionale, nazionale e anche locale. Ricordo che l'Estense ha una storia incredibile: nasce come biblioteca di corte tra '200 e '300 a Ferrara. Occorre ripartire che un progetto generale e Stato e Comune non rinuncino al loro ruolo». Infine “l'arbitro” dell'incontro, Antonella Agnoli autrice del volume “Le piazze del sapere”: «In Italia ci sono biblioteche nuove, ultima quella di Cinisello Balsamo. Molte biblioteche all'estero sono digitalizzate e io punterei su questo inoltre San'Agostino potrebbe essere il luogo della gestione e presentazione di tutte le biblioteche di Modena». In sala, piena per metà e anche meno, era presente anche il sindaco Muzzarelli e molti esponenti della cultura modenese che in questi mesi quasi mai sono intervenuti pubblicamente nel dibattito. E dire che non tutti gli operatori delle biblioteche sono favorevoli al trasferimento. Che accadrà ora? C'è qualche mese di tempo per vedere di trovare soluzioni su questo problema, anche perchè il Cda della Fondazione Cassa di risparmio scade in autunno. La palla passerà al prossimo presidente. Un'altra piccola novità che farà piacere a tanti è emersa: al Sant'Agostino potrebbe trasferirsi anche l'importante biblioteca specialistica della Fondazione che anni fa l'ente ex bancaria aveva l'idea di chiudere. Il presidente della Fondazione Andrea Landi ha introdotto la serata: «Io ho la speranza di partire presto con il cantiere, ma certo incide la sentenza del Tar prevista per ottobre. Negli ultimi mesi abbiamo promosso una serie di iniziative intorno al Sant'Agostino e non è vero che c'è una privatizzazione strisciante delle biblioteche come pensa Montecchi. Il progetto ha una finalità pubblica e la concessione vale 75 anni». Tanti gli interventi del pubblico. Anna Rosa Venturi, 30 anni di lavoro all'Estense: «Stiamo con i piedi per terra, l'utenza dell'Estense è legata ai manoscritti, alle filigrane antiche, alle miniature. Estense e Poletti non sono per nulla messe male, il problema è che mancano risorse e personale». Nadia Raimondi, storica dell'arte: “Trasferiamo al S.Agostino la Civica e il Museo della figurina”.
Stefano Luppi
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