Sottopasso killer, la sfiducia non passa
Castelfranco. Il consiglio salva il sindaco, nuova mozione della Lega per Bertoncelli e Gargano
CASTELFRANCO. Il sottopasso “killer” di via San Donnino a Castelfranco, dove lo scorso mese ha perso la vita il 77enne vignolese Antonio Benedetti, continua a scaldare gli animi dei politici locali.
Immediatamente, infatti, le opposizioni avevano chiesto le dimissioni del sindaco, ma «il presidente del consiglio comunale - afferma Cristina Girotti Zirotti, capogruppo della Lega Nord Padania - ha negato la discussione della mozione di sfiducia, adducendo motivazioni tecniche che non si conciliano con le motivazioni politiche alla base della stessa mozione».
Le motivazioni tecniche sono presto spiegate: per chiedere le dimissioni del sindaco la legge stabilisce che si debba raggiungere la sottoscrizione dei due terzi del consiglio. «Questo ha spinto il presidente del consiglio comunale, Vincenzo Renzo - prosegue la Zirotti - a negare la discussione. Ma questo per noi costituisce atto di vera censura».
Era il 13 aprile, quando il 77enne Antonio Benedetti stava percorrendo il sottopasso di via San Donnino, ma non è riuscito ad andare oltre, perché è morto nel lago che da mesi interessava il sottopassaggio e dove nessuno era intervenuto, nonostante le denunce dei residenti, proseguiti anche nei giorni successivi la tragedia, fino a che i lavori non sono stati eseguiti. Tutte le forze politiche di minoranza, dunque, visto che il sindaco Stefano Reggianini non si era dimesso, nè aveva chiesto la revoca degli assessori competenti, avevano presentato una mozione di sfiducia nei suoi confronti. Una mozione caduta nel vuoto, in quanto “carente dei presupposti minimi essenziali per essere posta in discussione e votazione”, aveva risposto Renzo, richiamando l’articolo 52 del testo unico degli enti locali.
«Per questo - prosegue la Zirotti - abbiamo presentato una nuova mozione di sfiducia nei confronti dell’assessore ai lavori pubblici, Denis Bertoncelli per l’inadeguatezza e sottovalutazione con cui ha gestito la strada comunale, l’inerzia dimostrata nella trattativa con Anas e con il privato cointeressato. Con lui chiediamo anche di discutere la mozione di sfiducia verso l’assessore alla sicurezza urbana, Giovanni Gargano, per l’inadeguatezza con cui veniva disposta ed attuata la chiusura della strada al transito di veicoli e l’omessa vigilanza sulla stessa area interessata. Vedremo se anche questa volta il presidente del consiglio comunale ne impedirà la trattazione».
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