«Un’indecenza prosciugare i Cas»
Sisma.12: «Gli sfollati sono ormai considerati degli approfittatori»
Che la nuova normativa sul contributo di autonoma sistemazione per gli sfollati tagliasse il sostegno alle famiglie che si sono arrangiate a cercare un’abitazione alternativa lo avevamo già raccontato. Ora il comitato Sisma.12 rincara l’analisi.
«Quando Errani ha pensato al Cas aveva in mente i costi che il terremoto de L’Aquila aveva comportato: 3 milioni di euro al giorno per “tende, sistemazioni alberghiere, pasti caldi, assistenza, ammortizzatori sociali, straordinari per le Forze dell’Ordine, spese sanitarie”. Così, considerato che nella Bassa si era evidenziata la volontà di tanti di non essere intruppati nei campi della Protezione Civile ma, piuttosto, di utilizzare le proprie risorse (economiche o familiari) si è deciso di fare ricorso all’ istituto del Cas. Sono passati tre anni dal sisma e, con l’ordinanza 20, il nuovo Commissario oltre a restringere numero ed entità del Cas gli ha proprio cambiato nome per sgombrare il campo da ogni equivoco in merito al perché, oggi, questi soldi vengono dati. Del resto è cambiato il tono della vulgata sugli sfollati: da “poverini” sono sostanzialmente diventati “profittatori” che si arricchiscono con il contributo pubblico. A questo punto, al 31 dicembre 2015, sembrano tutti ansiosi di chiudere lo stato di calamità perché tenerlo ancora aperto cozzerebbe un po’ con la narrazione che si è fatta di una Emilia velocemente risorta, ma qui è tutto bloccato. L’ordinanza 20 è una indecenza perché cambia unilateralmente un patto senza che siano cambiate le condizioni che questo patto aveva determinato.
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