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«Certo, le mafie sono anche tra di noi e possiamo batterle»

di Serena Fregni
«Certo, le mafie sono anche tra di noi e possiamo batterle»

Bomporto. Studio etnografico sulla percezione tra i cittadini Casa della Legalità, un presidio su cui c’è ancora confusione

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BOMPORTO. Il progetto della Casa della Legalità di Sorbara è un impegno costante nella lotta quotidiana all’illegalità e ieri, proprio nella simbolica sede, è stato presentato lo studio etnografico di Bomporto “Abitare la giustizia, per battere le mafie”. Il percorso è stato seguito dal centro studi del Gruppo Abele, insieme a Libera informazione che si è occupata delle infiltrazioni sul territorio e coop Aliante per quanto riguarda la raccolta dati sul territorio.

«Sappiamo benissimo - afferma il sindaco Alberto Borghi - che le infiltrazioni mafiose sono presenti anche qui e bisogna fare delle azione volte alla sensibilizzazione e presa di coscienza del fenomeno oltre a sostenere il lavoro delle forze dell’ordine».

Il progetto, anche attraverso diverse ricerche e interviste, ha voluto quindi studiare come la casa della Legalità sia vissuta dai cittadini, i meccanismi attraverso i quali la presenza mafiosa si sia inserita all’interno della comunità e la percezione dei bomportesi verso il fenomeno malavitoso.

«Abbiamo coinvolto nel questionario - spiega Lucia Bianco del Gruppo Abele - 14 associazioni, due scuole, l’Ausl ed una parrocchia. La maggior parte ha detto di conoscere la casa della Legalità e anche di condividere il progetto comunale anche se non manca chi manifesta ancora una percezione confusa del progetto».

Il questionario è stato esteso anche alle scuole medie di Bomporto, in particolare alle classi seconde: 172 ragazzi a cui è stato chiesto un parere sulla percezione del fenomeno mafioso. Molti ragazzi pensano che il fenomeno mafioso sia riscontrabile anche in Europa; il 33,5% sostiene che la mafia in Emilia ci sia ma non è pericolosa; il 47% ritiene che siano le difficoltà economiche a spingere un giovane ad aderire alla mafia mentre il 39% fa riferimento invece all’ambiente culturale ed educativo.

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