Da Modena alla Nasa con il genio Crp
L’azienda della famiglia Cevolini impegnata nella progettazione dei satelliti. E con Energica Ergo ha rivoluzionato le moto
C'è una giovane ingegnere modenese, Livia Cevolini, 36enne,che con le aziende di famiglia aperte sotto la Ghirlandina dal nonno e sviluppate dal padre sta ora lavorando con la Nasa nella progettazione di satelliti già in orbita. Non solo. Il gruppo di aziende legate alla casa madre modenese “Crp” - quattro diverse ragioni sociali in Italia e America, un centinaio di occupati di cui il 90% qui - ormai da anni lavora in Formula 1 con tutti i principali team. E ora Livia Cevolini diviene anche nota per un altro progetto rivoluzionario: “Energica Ego”, la prima moto superbike completamente elettrica che sta facendo impazzire gli americani. Ma andiamo con ordine nel raccontare la storia di questa azienda ormai giunta alla terza generazione.
Ingegner Cevolini ci racconta della nuovo supermoto elettrica?
«La nostra azienda ha iniziato a pensare a questa moto quattro anni fa ed è stato anche un modo per iniziare a farci pubblicità visto che lavorando per i team di Formula 1 eravamo tenuti alla riservatezza. In realtà il mondo delle moto lo frequentiamo ormai da dieci anni, mentre dal 2010 abbiamo iniziato a partecipare a un campionato di moto elettriche. Ci è servito per entrare in un ambito che non conoscevamo e oggi abbiamo dato vita a questo nuovo mezzo elettrico che ha soprattutto due mercati di riferimento, America e Israele. Non facciamo grandi numeri, la moto non è un prodotto di massa: siamo a quota 2mila pezzi in due anni».
Quali sono le caratteristiche di Energica Ego?
«La velocità massima è 240 km/h, ha una batteria a polimeri di litio ad alta energia che è custodita in un guscio che permette l'isolamento dei componenti ad alta tensione. La moto ha anche alcune parti stampate in 3D e permette collegamenti con il proprio smartphone».
Le aziende che lei e suo fratello oggi dirigete hanno una lungo storia ormai.
«Già, la serie di aziende è un piccolo gruppo che ormai ha 45 anni di storia e per tradizione non si lega alla realizzazione di moto. Questo è il business degli ultimi quattro-cinque anni, ma abbiamo più esperienza nel mondo delle corse di Formula 1. Ormai siamo giunti alla terza generazione: la Crp venne fondata da mio nonno Salvatore Cevolini, poi se n'è occupato mio padre Roberto e oggi tocca a mio fratello e a me dividerci nella conduzione delle varie società. L'azienda principale si occupava e si occupa di componenti ad alta prestazione, realizzati in metallo per il mondo delle auto da corsa».
Vi occupate anche di altro? «Sì, soprattutto di quella che viene chiamata stampa a 3D. Ormai lo facciamo da tanti anni, siamo stati i primi a importare dall'America la tecnologia che utilizzando polveri a base di nylon permette oggi di migliorare la produzione del pezzo finale. Queste attività ci sono venute molto utili quando abbiamo iniziato a pensare alla moto elettrica».
Che tipo di clientela avete? «Visti i vari prodotti direi piuttosto variopinta: abbiamo soprattutto clienti nei mondo dei motori, ma non solo. La moto, per fare un esempio, costa circa 25mila euro, certo non un prezzo popolare, ma ad esempio rispetto a una Ferrari c'è uno zero in meno».
Poi realizzate componenti di satelliti per la Nasa.
«Sì, i nostri materiali stampati sono gli unici certificati attraverso un test internazionale: il materiale in orbita non deve emettere gas e non collassare».
Livia quando non lavora che fa?
«Ormai il tempo libero è pochissimo e lo passo all'aria aperta, in bicicletta soprattutto. Non abbiamo mai voluto abbandonare Modena, nonostante la possibilità di trasferire le aziende in qualche metropoli, soprattutto perché il 90% dei nostri addetti sono modenesi, ma anche perché preferiamo vivere a contatto in più possibile con il verde».
Ha sempre voluto fare l'ingegnere?
«No, anzi è stata durissima anche se poi con il tempo ho capito che si poteva essere creativi anche in questi ambiti ipertecnologici: del resto è tipico di noi modenesi realizzare oggetti efficienti e anche belli esteticamente. In ogni caso a me piace l'arte e in passato dipingevo anche».
I prossimi progetti?
«Stiamo sviluppando il prototipo di un'altra moto e poi c'è un'altra idea che però non posso rendere pubblica».
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