Giudice di pace: «Siamo in pochi»
È vero che gli uffici sono al collasso ma chi ci lavora non sa come fare per occuparsi di tutto: mancano otto impiegati
Gli impiegati della Cancelleria dell’Ufficio del Giudice di pace non ci stanno: vanno bene le proteste, dicono, ma ci sono elementi oggettivi, sostengono, dei quali se deve tener conto per capire le ragioni dei presunti disservizi ora al vaglio dei due ispettori inviati dal Ministero di Grazia e Giustizia.
Anche se nessuno se la sente di parlare in prima persona, emergono elementi, da loro sottolineati, che dovrebbero restituire la loro verità coperta dalle voci di protesta degli avvocati e degli utenti di via San Pietro. Sono dati oggettivi, sottolineano. In cancelleria sono i primi, dicono, ad aver atteso l’ispezione ministeriale che era già in calendario: l’ultima risaliva al 2006 e nel frattempo, con l’accorpamento delle sedi distaccate voluta dalla Riforma Monti, si sono creati tali disagi che il ministero dovrà prenderne atto per trovare un rimedio. Innanzitutto, la chiusura al pubblico: non è vero che si lavora solo quattro ore a settimana, dicono. Ci sono le due ore (dalle 9 alle 11) di lunedì e mercoledì, ma vanno sommate alle ore di consegna delle pratiche già pronte. Il personale attuale è composto da otto elementi. Di questi uno andrà in pensione a fine anno e un altro è fuori gioco. Dei sei che restano, uno è la dirigente. Restano tre cancellieri che possono interagire con il pubblico e due impiegati che non sono abilitati. Dei tre uno sta allo sportello e un altro si occupa di multe (la maggioranza delle pratiche). Prima dell’accorpamento, in tutti gli uffici del Giudice di pace in provincia lavoravano ben 22 impiegati. I 14 “persi”, secondo gli impiegati, sono stati assegnati al Tribunale e alla Procura. Ora, sulla pianta organica del ministero, il fabbisogno di Modena sarebbe di 13 unità. Quindi oggi ne mancano ben 5. E per ora si andrà avanti così. Otto in tutto, quando Parma, provincia equivalente per carico di lavoro, ne ha 15. Conclusione: oltre ai tre abilitati ad accedere alle pratiche, anche la dirigente contribuisce a smaltire il lavoro. In compenso in via San Pietro le pratiche sono raddoppiate con la chiusura delle sedi distaccate e i fascicoli non hanno ancora un posto chiaro.
Quanto al capitolo Prenotalex - il sistema informatico di prenotazione voluto dall’Ordine degli avvocati di Modena e da pochi giorni riattivato dopo una lunga chiusura - in cancelleria si ricorda che la sospensione del Prenotalex fu decisa nel marzo 2014 in accordo proprio con l’Ordine degli avvocati perché i cancellieri si erano presi l’impegno di aprire l’ufficio al pubblico tutti i giorni. La riduzione di orario senza il Prenotalex ha comportato le lunghe file fin dall’alba per accedere al numero per la fila, ma si tratta di una conseguenza di un intervento di riduzione delle ore riservate al pubblico in vista dell’ispezione ministeriale e il presidente della Corte d’Appello di Bologna, dicono a Modena, ne era a conoscenza prima che il coordinatore De Roberto divulgasse la nota che ha suscitato malumore tra gli avvocati.
Carlo Gregori
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