Più di 3600 minori ai servizi sociali e 534 in affidamento
Sono cifre che disegnano una situazione non facile Mercoledì parte la nuova iniziativa “A scuola con Pippi”
Sono 3.627 i ragazzi da zero a 16 seguiti, in molti e diversi modi, dai Servizi sociali del Comune di Modena (il dato è aggiornato al 31 dicembre 2014); mentre sono stati 3.663 nel 2012 e 3.688 l’anno precedente. In termini tecnici si parla di “minori a carico” e sono tutti quei bambini o ragazzi per i quali il settore ha elaborato un progetto, ma diversissimi sono gli interventi e le attività pensate per ciascuno.
Sono invece 534 i minori sottoposti a provvedimenti di affido e vigilanza emessi per la maggior parte dal Tribunale dei minorenni e, in misura molto minore (68) dal Tribunale delle separazioni. Per questi oltre 500 minori gli assistenti sociali intervengono sulle decisioni importanti, dalla scuola alla salute, generalmente affiancando i genitori, e solo in taluni casi, esplicitamente indicati l’Autorità giudiziaria, in loro sostituzione.
Prende il nome dalla strampalata ragazzina dai capelli rossi protagonista di una fortunata serie televisiva il progetto “A scuola con Pippi”, dove il nome della piccola ribelle è anche l’acronimo di “Programma di Intervento Per la Prevenzione dell’Istituzionalizzazione”. Questo, appunto, l’obiettivo, del progetto a sostegno della genitorialità vulnerabile a cui aderisce il Comune di Modena insieme ad altre istituzioni del territorio.
Mercoledì prossimo alle 14.30 presso la scuola elementare Cittadella di via Del Carso 7, operatori dei servizi sociali, dell’Azienda sanitaria, delle scuole primarie e secondarie, presenteranno le esperienze di collaborazione condotte tra servizi e scuola nell’ambito del programma “A scuola con Pippi”. Il programma, nato dalla collaborazione tra il Ministero delle Politiche sociali e il Laboratorio in Educazione familiare dell’Università di Padova, prevede interventi costantemente monitorati, per arrivare a proporre linee di azioni innovative a sostegno dei genitori a rischio negligenza.
Il Comune di Modena, impegnato ad attivare tutti gli interventi necessari per sostenere la permanenza dei minori in famiglia, è tra le realtà nazionali selezionate per sperimentare questo approccio che, se darà i risultati auspicati in termini di miglioramento delle competenze genitoriali, potrà fornire indicazioni e esempi concreti di buone prassi anche agli operatori dei servizi sociali della città.
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