Sciopero il 19 maggio per i medici di famiglia
Ambulatori chiusi ma sanitari disponibili per emergenze e certificati di malattia «Le Regioni vogliono cancellarci come professionisti. Pazienti liberi di scegliere»
Dopo vent’anni i medici di famiglia modenesi tornano a scioperare. Come nel resto d’Italia gli ambulatori resteranno chiusi il 19 maggio per tutta la giornata anche se in città e provincia i sanitari saranno disponibili per le emergenze e urgenze, per gli anziani e pure per stilare i certificati di malattia a chi ne avrà bisogno, ma sempre spostandosi a casa dai pazienti.
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Ma come si è arrivati a questa decisione clamorosa che coinvolge anche i pediatri e i medici di continuità assistenziale? «Semplice, ci opponiamo allo stravolgimento delle regole che sinora hanno governato la nostra professione e che mettono a rischio il nostro rapporto con i malati - spiega Dante Cintori, medico a Pavullo e segretario provinciale della Finmg, il sindacato più rappresentativo della categoria - Il nostro slogan è “Il medico di famiglia lo deve scegliere il cittadino”: così è stato sinora e così crediamo sia giusto andare avanti. Se passa la linea che le Regioni invece stanno portando avanti nei fatti, i pazienti troveranno di fatto dei mega-ambulatori in cui saranno visitati da chi è di turno, punto e basta. Addio scelta. Il medico non sarà più legato ai mutuati, alla vicinanza dello studio al quartiere dove abitano i suoi assistiti ma si alternerà con i colleghi durante i turni settinamali, come accade già ora negli ospedali. Questo comporterà una serie di conseguenze negative. Un solo esempio: se non conosco chi ho davanti, la sua storia medica, la sua famiglia e le sue abitudini di vita, come posso consigliare un farmaco a ragion veduta, il migliore per lui? Parto da quelli generali, poi si va avanti e toccherà a un altro collega».
L’obbiettivo neanche tanto nascosto delle Regioni è quello dei riduzione dei costi visto che le spese sanitarie pesano non meno dell’80% sui bilanci. E da questo punto di vista le Case della Salute, con compiti da definire ma strutturati sostanzialmente come grossi poliambulatori, servirebbero a ridurre drasticamente il peso dei collaboratori dei medici (infermieri e segreteria). Oggi vengono pagati sistematicamente ai sanitari, ma non è detto che il sistema possa continuare nello stesso modo.
«La goccia che ha fatto traboccare il vaso - spiega Maria Grazia Catellani, segretaria provinciale della Fimmp (pediatri) - è stata l’ultima fase della trattativa per applicare la legge Balduzzi del 2012. Da tre anni si discuteva sull’accordo per lo stato giuridico dei medici e finalmente, il 4 marzo, arriva la firma tra noi e il presidente della Conferenza Stato-Regioni. Tutto bene, pensiamo noi. E invece tutto bloccato, le Regioni non inseriscono nei loro protocolli questo documento, che è la base per l’assetto giuridico dei medici».
I camici bianchi incroceranno le braccia perchè non vogliono diventare impiegati, come ripetono, ma restare dei professionisti della salute pubblica con una clientela speciale, quella di assistiti che li hanno scelti liberamente. In questi anni le riduzioni di personale negli ospedali è andata avanti con la promessa di potenziare l’assistenza domiciliare. Ora la scure del taglio dei costi si abbatte anche su questo settore con le ovvie conseguenze sui cittadini. «La sanità viene organizzata dal ministero dell’Economia» commentano amaramente i medici.
Saverio Cioce
©RIPRODUZIONE RISERVATA
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