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Eredità Lolli, Barbieri contesta il Comune

Eredità Lolli, Barbieri contesta il Comune

A Giorgio Barbieri, assessore ai servi sociali nella passata legislatura al tempo in cui arrivò la notizia del lascito milionario da parte di una ex ospite di “Casa Serena”, non va giù che il Comune,...

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A Giorgio Barbieri, assessore ai servi sociali nella passata legislatura al tempo in cui arrivò la notizia del lascito milionario da parte di una ex ospite di “Casa Serena”, non va giù che il Comune, a distanza di tempo, si sia “accontentato” di soli 70mila euro, rinunciando a lottare per la totalità dell'importo.

«La signora Lolli, deceduta senza eredi diretti – dice Barbieri (nella foto), oggi leader della lista “Sassuolo 2020” - aveva deciso di lasciare i propri beni a quella che, negli ultimi giorni di vita, è stata la sua casa e la sua famiglia: Casa Serena. Nel fare ciò, probabilmente, la signora si è fatta aiutare da qualcuno che, con mano più ferma della sua, ha potuto fissare per iscritto le sue volontà e trasmetterle ai posteri. Ma si sa che quando c’è di mezzo un’eredità, c’è anche qualcuno a cui torna memoria di una lontana parente abbandonata e, non senza commozione, si dà da fare per recuperare ciò che ritiene essere proprio». Barbieri poi punta l'indice sul Comune. «Non pare avere agito allo stesso modo il Comune – aggiunge - che finisce per accontentarsi di poche briciole dilazionate nel tempo, ininfluenti sul bilancio generale e irrispettose delle volontà testamentarie della signora, oltre che del lavoro degli operatori di “Casa Serena”, i quali, evidentemente, sono stati apprezzati più che altri lontani parenti. Accettando senza obiettare la versione del tribunale, il Comune parrebbe insinuare che il “falso” redattore del testamento sia stato qualcuno all’interno della stessa amministrazione, in quanto non pare credibile che un terzo abbia prodotto il documento in modo fraudolento, se non per averne un beneficio; chiunque avesse fatto un atto del genere, avrebbe indicato se stesso o persona a lui vicina come beneficiario, non certo il Comune. Dubbi sulla falsità del documento, mi pare giungano anche dai parenti; non si capisce infatti per quale ragione abbiano comunque concesso 70mila euro al Comune di Sassuolo, se quest’ultimo aveva tentato d’imbrogliarli».

Si profila una nuova battaglia dialettica in consiglio comunale, dove la lista “Sassuolo 2020” presenterà una apposita interrogazione sulla vicenda. (al.scibona)

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