Renza, la “birichina” del sindacato
Barani, presidente Federconsumatori, racconta la sua vita di passioni e ideali
«Un mio luogo del cuore a Castelvetro, dove sono cresciuta, era il muretto diroccato dove ci si ritrovava di sera con la compagnia di amici. Oggi non esiste più: si trovava in uno spiazzo completamente sterrato chiamato in paese la "chierichina, affacciato sul torrente Guerro. C'era chi arrivava con la bici, chi con il motorino, qualcuno portava la radio e si stava insieme per qualche ora a parlare e ad ascoltare i Pooh, Guccini, Battisti, Vecchioni…".
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Renza Barani, classe 1958, presidente di Federconsumatori Modena, apre con noi il suo album di ricordi e la ritroviamo in posa davanti alla lavagna in terza elementare, con catenina d'oro al collo in bella vista e il grembiulino nero. «I miei genitori erano contadini, poi mio padre trovò da lavorare alla fornace Cavallini di Castelvetro dove facevano i mattoni. Ero la piccola di casa, coccolata da tutti anche se ero una birichina - sorride Renza mostrandoci la foto che la ritrae a tre anni mentre accompagna all'altare la sorella maggiore Alda, insieme al papà Guido, mamma Agnese e Carla, l'altra sorella - Mio papà è scomparso che avevo solo 14 anni. Mia madre era molto protettiva, soprattutto dopo l'incidente stradale che costò la vita a mio fratello. All'epoca non c'erano internet e facebook e solamente nei mesi estivi, quando le giornate erano più lunghe, mi era permesso scendere giù al muretto con gli amici. Finite le scuole medie, ho studiato a Modena come segreteria d'azienda e quando ancora andavo a scuola, mi chiamarono a fare contabilità all'Arci, che all'epoca era nella sede di viale Fontanelli, in precedenza sede del Pc.
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Ricordo che quando ero studentessa tra i luoghi preferiti in città c'erano la pizzeria Nelson, ritrovo di coloro che facevano cabò, (che in vita mia avrò fatto due volte!) oppure la drogheria vicina a via Rainusso, dove adesso c'è il negozio di Martinelli, e dove prima di prendere la corriera andavano a comprare dei panini buonissimi». A 18 anni Renza si sposa, si trasferisce a Castelfranco e nel 1977 nasce Luca. «Dopo l'esperienza lavorativa all'Arci ci fu quella in Cgil dove ho lavorato fino a qualche anno fa, poi è arrivato l'incarico in Federconsumatori». Una vita di battaglie per il cambiamento, di passioni, di ideali. «Ho creduto molto nel sindacato che aiuta le persone in tanti modi, sia in modo collettivo che individuale. Oggi è più difficile trasmettere valori perché i rapporti di forza sono mutati, peggiorati. L'individualismo, inteso come diffidenza e tendenza a occuparsi dei fatti propri, si sente anche in una città come Modena che non è di certo una metropoli. In generale, rispetto a un tempo, oggi si fa molta più fatica ad ottenere conquiste anche se quando le cose si fanno con il cuore convinto, credo che le persone si accorgano di trovare qualcuno che può dargli una mano».
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